Giovedì Santo: la tradizione dei "Sepolcri" nei ricordi di Fernando Marchesani - Con l’emergenza Coronavirus non ci sarà la visita agli altari della Reposizione
 

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Vasto   Cultura 09/04

Giovedì Santo: la tradizione dei "Sepolcri" nei ricordi di Fernando Marchesani

Con l’emergenza Coronavirus non ci sarà la visita agli altari della Reposizione

Un Sepolcro curato da Rocco FioreÈ una Settimana Santa senza riti religiosi pubblici quella che entra nel vivo oggi, con le funzioni del giovedì. Non ci sarà la messa crismale, celebrata dal vescovo nella cattedrale di San Giustino a Chieti con tutti parroci della diocesi e anche la celebrazione di questa sera, la Messa in coena domini, con il ricordo dell'istituzione dell'Eucarestia, sarà vissuta dai sacerdoti nelle chiese a porte chiuse senza rinnovare il rito della lavanda dei piedi. E mancherà anche un altro simbolo che caratterizza il triduo pasquale, l'allestimento degli Altari della Reposizione nelle chiese cittadine.

Nella tradizione popolare vengono chiamati i "Sepolcri" e sono il luogo dove, in ogni chiesa, vengono conservate le ostie consacrate durante la celebrazione del giovedì. La tradizione vuole che se ne visitino almeno tre, nella sera del giovedì Santo, e che poi il giro sia sempre in numero dispari. A Vasto la tradizione si rinnova da sempre anche nelle chiese del centro storico, anche in quelle dove abitualmente non vengono celebrate messe ma che, in questa occasione, donano profonde emozioni a chi le visita. Tra questa c'è la chiesa di Santa Filomena, nel palazzo Genova Rulli in via Anelli, dove da tempi antichi i Sepolcri sono sempre stati molto suggestivi. "È una tradizione che ci mancherà - dice Fernando Marchesani, priore emerito della Confraternita Sacro Pio Monte dei Morti -. La visita a Santa Filomena era una tappa fissa per i vastesi, per ammirare il Sepolcro e raccogliersi in preghiera". 

Per tanti anni a curare il suggestivo allestimento dell'altare è stato l'indimenticabile Rocco Fiore, cultore delle tradizioni, con un picchetto d'onore affidato alle ragazze della sezione vastese dell'Anmi. Una tradizione sentita profondamente da Don Michele Ronzitti che, ogni anno, fino alla sua morte, ha dato impulso alla tradizione. "Ho avuto l'onore di collaborare con Don Michelino - racconta Marchesani - per tanti anni, oltre venti, curando l'allestimento del Sepolcro. Era un'emozione stare in chiesa per la preparazione, sapendo di fare qualcosa per la comunità religiosa vastese. E, nella sera del Giovedì Santo, un fiume di gente visitava la nostra e le altre chiese". 

Per quest'anno la tradizione si fermerà "ma continuerà a vivere nel cuore dei fedeli con la certezza che l'anno prossimo tornerà. Ci mancherà anche la processione del Venerdì Santo" che, negli ultimi anni, aveva visto la statua del Cristo Morto uscire in processione dalla chiesa di Santa Filomena per poi, portata a spalla dalla Confraternità Sacro Pio Monte dei Morti, dirigersi nella chiesa di Sant'Antonio e da lì snodarsi per le vie del centro storico.

In questa giornata Lino Spadaccini, storico vastese, ha realizzato un video raccogliendo le immagini dei Sepolcri negli ultimi 25 anni. Lo ringraziamo per la gentile concessione delle foto.

Guarda le foto

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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