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2 luglio 2020
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Diario del 23 marzo

L’iniziativa di zonalocale.it per restare vicini

DEBORAH DELLA FAZIA, 17 ANNI, FOSSACESIA

Cara Italia,
sei stata forte, hai affrontato tante disgrazie, guerre, calamità naturali, ora sei costretta a combattere contro una pandemia, che non hai scelto di avere. Tranquilla è solo un altro ostacolo da superare, ma ce la farai anche questa volta perché i tuoi abitanti rispetteranno le norme sancite dallo Stato. 
Ora mi rivolgo a loro, non è fondamentale uscire, sì, a tutti mancano gli amici la vita normale di tutti i giorni, ma in queste occasioni bisogna anche accettare qualcosa che magari non ci va bene, perché se anche soltanto una persona dicesse: "Sto bene, non mi importa degli altri, esco lo stesso" questa potrebbe infettare le altre perché è asintomatica.

Non siate egoisti, ve lo chiedo per favore soprattutto in questi momenti bisogna essere uniti più che mai. Non saranno questi giorni a casa a farvi perdere amicizie o il vero amore se sono emozioni vere. Poi, a dire la verità, ci siamo sempre lamentati di non avere mai tempo per fare nulla, per rilassarci in questo mondo che va troppo veloce... magari questa pandemia serve proprio per dirci: "Fermatevi, riprendetevi e ricominciate più forti di prima", quindi restate a casa state insieme alle vostre famiglie, fate ciò che avete sempre rimandato, leggete perché solo la cultura vi porterà a esser superiori, riscoprite i veri valori come la gentilezza, la bontà e l'altruismo. Speriamo che questa situazione ci abbia dato un insegnamento per il futuro e che questa unione che si è creata tra noi esseri umani senza distinzione di sesso, religione o colore di pelle possa durare per sempre, le discriminazioni scomparire e ci faccia apprezzare ogni piccola cosa della quotidianità che prima davamo per scontata. 
Restate a casa, perché più rispetterete le regole prima tutto finirà, fatelo per voi, per i vostri cari e per tutti quelli che non conoscete, ma fanno parte del mondo come voi. 

Tu Italia, resta coraggiosa che tutto passerà.

CARLO OTTAVIANO E GIUSEPPE FEMMINILLI, CELENZA SUL TRIGNO
Il dott. Carlo Ottaviano, medico di base, con la passione della poesia e della canzone dialettale abruzzese, ha rivisitato "l'inno abruzzese" Vola vola vola adattandolo a questo periodo storico contraddistinto dall'emergenza coronavirus.
L'intento è far arrivare, con un pizzico di ironia, il messaggio sul rispetto delle buone norme di comportamento che questo momento richiede. 
Il brano, che allo stesso tempo vuole essere anche un essaggio di speranza, è interpretato dall'ingegnere Giuseppe Femminilli. L'appello, inoltre, è quello di partecipare alla raccolta fondi lanciata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti [LEGGI].

In aggiornamento

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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