Le vecchie stazioni sono discariche, Menna: "Se non ci sono soldi, abbattere o vendere a privati" - Via Verde della Costa dei Trabocchi, vecchi scali abbandonati da 15 anni
 
Vasto   Ambiente 25/02

Le vecchie stazioni sono discariche, Menna: "Se non ci sono soldi, abbattere o vendere a privati"

Via Verde della Costa dei Trabocchi, vecchi scali abbandonati da 15 anni

Vasto Marina: la ex stazione, costruita nel 1863Se Regione Abruzzo e Provincia di Chieti non hanno i soldi per restaurare le vecchie stazioni ferroviarie che cadono in rovina, allora le Fs le radano al suolo, oppure le vendano ai privati. Francesco Menna, sindaco di Vasto, non vuole un’altra stagione balneare con un rudere malsano al centro di Vasto Marina.

Quattro milioni di euro: è la cifra che le Ferrovie dello Stato vogliono per vendere le stazioni abbandonate della Costa dei Trabocchi. La Provincia non ha soldi per comprate gli scali dismessi dal 2005, che rimangono ruderi affacciati sulla nascente Via Verde della Costa dei Trabocchi, la pista ciclopedonale lunga 42 chilometri che si snoderà sull’ex tracciato ferroviario da Francavilla al Mare a Vasto. Attesa da 15 anni, la costruzione della ciclovia procede a strappi. L’ultima proroga fissa la conclusione dei lavori alla data del 31 luglio 2020, quando l’amministrazione provinciale conta di inaugurare ampi tratti, ma non tutta la pista perché le frane di Lago Dragoni e Casalbordino Lido allungheranno ulteriormente i tempi.

“Le stazioni – ha spiegato Vincenzo Sputore, consigliere provinciale delegato alla Via Verde – non rientrano negli accordi con le Fs. I Comuni possono chiederne il comodato, ma poi devono metterle in sicurezza”.

La posizione di Menna è diversa: “La vecchia stazione è diventata ricettacolo di rifiuti e luogo di bivacchi notturni. Questa situazione è assurda. Stato, Regione e Provincia devono risolvere il problema. A distanza di anni dalla dismissione della linea ferroviaria, non mi si può venire a parlare di comodato. Se la vecchia stazione non diventa del Comune, come facciamo a investire soldi per metterla a posto? Rischieremmo di andare a finire davanti alla Corte dei Conti. Quindi, il messaggio che lancio agli enti sovraordinati è questo: stazioni e caselli, se non volete acquistarli dalle Ferrovie, o li demolite o li vendete ai privati. Ma così non possono rimanere”.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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