Dissequestrata la discarica della Cupello Ambiente - Secondo il giudice sarebbero state eseguite le opere di messa in sicurezza
 

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2 giugno 2020
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Cupello   Ambiente 21/02

Dissequestrata la discarica della Cupello Ambiente

Secondo il giudice sarebbero state eseguite le opere di messa in sicurezza

Il versante franato della discaricaIl giudice del tribunale di Vasto Italo Radoccia ha accolto la richiesta di dissequestro della discarica della Cupello Ambiente nota anche come "terza vasca a servizio del Civeta". L'istanza è stata presentata dal legale della ditta, Leonardo Follieri del Foro di Foggia.

Radoccia ha accolto la richiesta – sulla quale il procuratore Giampiero Di Florio aveva espresso la propria contarietà – ritenendo che "allo stato, sia per l'avvenuta esecuzione di opere riparatorie concordate con la Regione Abruzzo e l'Arta, sia per il tempo trascorso, appaiono cessate le esigenze cautelari" e che "non sussiste più il pericolo di inquinamento probatorio per via dell'ultimazione delle indagini tecniche svolte dai consulenti della Procura".

I sigilli alla discarica erano stati apposti il 20 marzo 2019 dai Noe di Pescara nell'ambito dell'inchiesta coordinata da Di Florio che ha portato a quattro indagati: Franco Gerardini (all'epoca commissario del consorzio Civeta), Luigi Sammartino (Civeta), Fulvio De Lucchi (Civeta) e Michele Silvestri (Cupello Ambiente). Le indagini ruotano intorno all'arrivo di rifiuti extraconsortili (soprattutto da altre regioni), eventualtà che non sarebbe contemplata dalle autorizzazioni [LEGGI].

Il sito è stato interessato da cinque incendi in due anni, l'ultimo dei quali nell'ottobre scorso [LEGGI] che ha suscitato preoccupazione in tutto il territorio e ha dato vita a due assemblee pubbliche nelle quali sono emerse numerose criticità: una grande frana su uno dei versanti dell'invaso, la lacerazione della guaina protettiva, la difformità del progetto iniziale ecc. Tali problemi avevano portato il Civeta a chiedere la revoca della concessione della terza vasca alla Cupello [LEGGI].

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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