Assenza di piogge e fiumi in sofferenza: più irrigazioni per salvare i raccolti - Diga di Chiauci vuota in attesa della fine dei lavori
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Assenza di piogge e fiumi in sofferenza: più irrigazioni per salvare i raccolti

Diga di Chiauci vuota in attesa della fine dei lavori

Il fiume Trigno in territorio di LentellaFiume a secco, terreni riarsi: uno scenario da estate in anticipo di sei mesi nella valle del Trigno che preoccupa e non poco gli agricoltori. In questi giorni, il consorzio di Bonifica Sud cerca di correre ai ripari come può, ma deve fare i conti con precipitazioni praticamente assenti.

Il corso d'acqua che segna il confine col Molise è ridotto a un paio di rigagnoli e il commissario del consorzio, Franco Amicone, assicura interventi sull'irrigazione: "Stiamo vivendo una delle stagioni invernali più aride degli ultimi 200 anni, abbiamo già riaperto l'erogazione irrigua nel Vastese nella prima settimana di febbraio, ripeteremo l'apertura nei prossimi giorni così come nel comprensorio del Sangro. Sono in corso le procedure autorizzative per l'estendimento del prelievo all'intero anno, dato che l'agricoltura attuale è molto diversa da quella di cinquanta anni fa".

L'incognita, considerati i precedenti, si chiama diga di Chiauci. L'invaso che dovrebbe garantire l'approvvigionamento idrico alla valle del Trigno, alla zona industriale sansalvese e alle marine di Vasto e San Salvo è attualmente vuoto perché sono ancora in corso ulteriori operazioni di messa in sicurezza delle paratoie.

Una volta conclusi i lavori, sarà possibile anche aumentare la capacità previa autorizzazione dell'ufficio Dighe del ministero; Amicone spera "che si possa intervenire prima dell'estate. Quando finiremo i lavori, si inizierà a invasare". La speranza di coltivatori e cittadini della zona è non trovarsi nella prossima estate con la letale combinazione tra i disservizi causati dalle disperate condizioni della rete Sasi e i fiumi a secco. 

Intanto, uno studio del gruppo di chimica-fisica dell'atmosfera e clima dell'Università d'Annunzio di Chieti-Pescara, diretto dal professore Piero Di Carlo, fatto sulle serie storiche delle temperature registrate del Centro Funzionale d'Abruzzo, ha evidenziato che "in Abruzzo il tasso di crescita delle temperature è più pronunciato, con valori medi circa il doppio di quelli della media dell'emisfero nord".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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