Palazzo Procaccini: a Casalanguida il Municipio con 400 anni di storia - L’antico palazzo rischiava di scomparire. Dal 1994 è sede del Comune
Visita il sito CHIUDI [X]
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


4 aprile 2020
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita

bar_chartInfografiche Covid Abruzzo keyboard_arrow_up keyboard_arrow_down

Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

Palazzo Procaccini: a Casalanguida il Municipio con 400 anni di storia

L’antico palazzo rischiava di scomparire. Dal 1994 è sede del Comune

L'ingresso di palazzo ProcacciniContinua il viaggio di Zonalocale alla scoperta di castelli e palazzi storici del nostro territorio. Un viaggio che vuole fare il punto della situazione - più che una mera narrazione storica - su come questi beni architettonici patrimonio della collettività vengono oggi utilizzati - o non utilizzati - e quali potenzialità possano avere nel futuro. Questa settimana siamo stati a Casalanguida.

Un tempo palazzo signorile, oggi casa di tutti i cittadini. Palazzo Procaccini, nel cuore di Casalanguida, è un piccolo gioiello con tante particolarità da scoprire che si nasconde agli occhi incastonato tra le abitazioni del centro storico per poi rivelarsi nella sua imponenza con i tre piani che lo fanno l’edificio che svetta più in alto tra tutti quelli della città antica. 

La facciata posterioreLa storia. Dai documenti che sono conservati in Municipio e che ci mostra il sindaco Luca Conti, risulta che il palazzo venne costruito attorno al 1600 e presenta una struttura portante in pietra e mattoni. La facciata verso Porta da Capo è suddivisa in tre parti di dimensioni quasi uguali. Tutte le facciate dell’edificio sono trattate in pietra Montagnola, tipica della case site nel luogo, lavorata a faccia vista. La facciata verso via della Torre presenta come elemento architettonico dei balconi in lastre di pietra con capitelli anch’essi in pietra lavorata oltre ad inferriate particolarmente lavorate.

Nei documenti presenti in Municipio si legge ancora che “le notizie più remote reperite fanno attribuire la proprietà del palazzo a Don Alessandro Procaccini, sino al 1782”.  Da allora, attraverso gli anni, si sono succeduti proprietari fino a quando, nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso, divenne di proprietà comunale. "Il Palazzo, ha caratteristiche uniche nel suo genere in detto Comune. Al tempo era una meravigliosa dimora gentilizia in pieno centro storico ed ubicata in una posizione preminente rispetto alle altre costruzioni circostanti". 

Il palazzo prima del recuperoIl presente. Quando l’amministrazione comunale di Casalanguida divenne proprietaria del palazzo, questo versava davvero in cattive condizioni. Un progressivo abbandono e le lesioni provocate dal terremoto del 1984 rischiavano di comprometterne la struttura. Venne così effettuata una importante opera di ristrutturazione, curata dal sindaco Antonio Menna, con fondi comunali e della Comunità Montana. Nel 1994, Palazzo Procaccini divenne sede del Municipio di Casalanguida. Altri interventi sono stati poi fatti nel corso degli anni, ammodernando anche gli impianti. Oggi, nei primi due piani ci sono gli uffici aperti al pubblico che sono stati rammodernati anche se, in alcuni luoghi, si conservano elementi che ricordano la storia del palazzo. È così per la stanza all’ultimo piano il cui soffitto è ancora decorato da un affresco. Uscendo sulla grande terrazza che si affaccia sulla valle si può ben capire perché fu scelto questo luogo per la costruzione del palazzo signorile.

Il seminterrato prima del recuperoDa qui, come da altri due lati dell’edificio, si gode di una vista davvero affascinante. Ancora più caratteristico è l’ingresso posteriore del palazzo, che conserva lo stile antico con le sue decorazioni e i suoi capitelli. Suggestivo è l’arco in cui si aprono due finestre da cui si può ammirare la valle. Ma Palazzo Procaccini ha tanto fascino da rivelare anche al piano seminterrato. Metà scavato nel tufo, metà costruito ad archi, quella che oggi è la “Sala della cultura Gildo D’Annunzio” è davvero un piccolo tesoro ben custodito. I resti dell’antico “Trappeto a trabocco”, con la pietra e la macina usate un tempo, regalano un’immagine dei tempi antichi che ancora oggi sono capaci di raccontare un’importante storia.

I resti del trappetoIl futuro. L’utilizzo del palazzo come sede municipale se, da un lato, ha permesso di recuperare questo storico palazzo, dall’altro gli ha dato una connotazione ben precisa che, forse, non riesce ad esprimere tutte le potenzialità. La sala della cultura viene utilizzata per esposizioni e convegni ma potrebbe davvero rappresentare un punto di attrazione per il territorio. Del resto, con i tanti stranieri che con sempre più frequenza scelgono queste zone per acquistare abitazioni, poter valorizzare i beni architettonici potrebbe rappresentare una ulteriore risorsa. “Cerchiamo di essere attenti ai finanziamenti che ci sono a disposizione per valorizzare ulteriormente Palazzo Procaccini - spiega il sindaco Luca Conti -. A breve ci sarà la sistemazione della strada sottostante. Sarà l'occasione per fare altri lavori nelle adiacenze del palazzo. Di certo è affascinante sapere di poter lavorare tutti i giorni in un luogo che, attraverso le sue pietre vive, ci racconta ancora tanta storia”.

LE PUNTATE PRECEDENTI
Il castello di Palmoli
Il castello di Roccascalegna
Le Torri Montanare di Lanciano
Palazzo Furii a Casalbordino
Palazzo Marcantonio a Mozzagrogna

Guarda le foto

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

Commenti




 

 
 
 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi