L’ex parlamentare Mariotti e il giornalista Di Stefano assolti dall’accusa di diffamazione - Mazzaferro: "A me negato un diritto"
 

L’ex parlamentare Mariotti e il giornalista Di Stefano assolti dall’accusa di diffamazione

Mazzaferro: "A me negato un diritto"

Arnaldo MariottiL'ex parlamentare di San Salvo Arnaldo Mariotti e il giornalista Orazio Di Stefano sono stati assolti dall'accusa di diffamazione in concorso tra loro nei confronti dell'ex assessore del Comune di San Salvo Francesco Mazzaferro e della coniuge di quest'ultimo.

I fatti si riferiscono al settembre 2014 quando il direttore della testata sansalvomare.it intervistò Mariotti sull'eventuale cessione di un pezzo di terra di proprietà del Comune a favore dei coniugi che presentarono la domanda. Quest'ultima non fu mai discussa dall'assise civica perché l'allora esponente Pd presentò una pregiudiziale chiedendo e ottenendo il ritiro del punto.

L'ex deputato, all'epoca consigliere comunale di opposizione del Partito Democratico, definì l'operazione "cambiale elettorale", concetto poi ripetuto in successivo comunicato stampa. Dello stesso reato era accusato anche il giornalista Di Stefano per aver pubblicato intervista e comunicato sulla propria testata.

Dopo l'assoluzione, qualche giorno fa, di Di Stefano, ieri il giudice del tribunale di Vasto Rosanna Buri ha assolto Mariotti accogliendo le tesi sostenute dall’avvocato Antonino Cerella. Questo ha evidenziato l’interesse pubblico della vicenda e il diritto di critica esercitato senza utilizzare modalità espressive palesemente ingiuriose o diffamatorie, "L'insinuazione relativa alla 'cambiale elettorale' seppur espressa in maniera da augurarsi che ciò non sia vero, è senza dubbio maliziosa, ma appare evidente che si tratta di mera suggestione, senza accuse espresse e senza l'attribuzione esplicita di un fatto falso o dell'attribuzione di un epiteto ingiurioso ma dell'esercizio, iperbolico, del legittimo diritto di criticare le decisioni politiche amministrative di una maggioranza consiliare". Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

A zonalocale.it, Mazzaferro commenta non la sentenza, ma l'assenza di una vera discussione sulla domanda di cessione del terreno: "Al termine della vicenda, si può dire che mi è stato negato un diritto a differenza di tanti altri cittadini. L'amministrazione aveva tutto il diritto di respingere la mia domanda, ma questa non è stata neanche valutata perché il punto non si è discusso in consiglio comunale. La cessione di relitti stradali durante le precedenti amministrazioni sono avvenute tranquillamente, io sono stato accusato di aver fatto campagna elettorale per il centrodestra, in realtà non mi sono impegnato con nessun schieramento. Per questo motivo la mia domanda, che, ripeto, poteva anche essere respinta, non meritava neanche di essere valutata?".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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