Sesta Notte del liceo classico: "La nostra scuola è noiosa? I ragazzi dimostrano che non è così" - "Il mito come chiave per capire meglio la realtà"
 

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4 aprile 2020
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Sesta Notte del liceo classico: "La nostra scuola è noiosa? I ragazzi dimostrano che non è così"

"Il mito come chiave per capire meglio la realtà"

Una delle performance della Notte del liceo classicoIeri sera, nella sede centrale del polo liceale Pantini-Pudente, si è tenuta la 6ª edizione della notte del Liceo Classico, una serata dedicata al tema “Mythos e Epos, parole per raccontare e immaginare il mondo” per spiegare ai ragazzi più giovani perché la scelta del liceo classico potrebbe essere proprio quella vincente. A coordinare i giovani nelle loro performance la professoressa D’Auria, che ha spiegato anche il pensiero dietro la scelta, condivisa con gli studenti, del tema della serata: “Pensiamo che il mito conservi ancora oggi la sua valenza simbolica. Può essere, infatti, la chiave per smontare la realtà e capirla meglio, soprattutto perché viviamo in un mondo molto complesso. È proprio per questo che i miti possono aiutarci a capire, ad andare oltre l’apparenza delle cose e cercare un significato più profondo” e aggiunge “nel corso della serata abbiamo visto alcuni esempi di come i miti possano essere attuali. Per esempio, il mito di Edipo in poesia. Abbiamo scoperto che il mito di Edipo è il primo documento che abbiamo di legittima difesa. Gli ateniesi avevano già sperimentato nella loro società questa forma di tutela. Abbiamo visto anche il mito di Ulisse e la sua sconvolgente attualità”.

A lasciare più sorpresi è la passione mostrata dai ragazzi per l’organizzazione dell’evento. Appena entrati nell’atrio della scuola, infatti, sembrava di entrare nel dietro le quinte di un gigantesco spettacolo sui miti greci. Un imponente minotauro si aggirava tranquillamente tra i tavoli del buffet e le dee dell’Olimpo radunate a sistemarsi gli abiti, Teseo e suo padre Egeo attendevano di fare la loro entrata in scena, un maestoso guerriero, Achille, si sistemava la spada. La percezione era quella di essere immersi in un ambiente dove entusiasmo e voglia di raccontare la facevano da padroni. 

“I miti trattati nel corso della serata sono stati scelti insieme ai ragazzi, con un lavoro di squadra. Qui al classico abbiamo tanti talenti, tanti musicisti, ballerini e tante persone che fanno teatro. Questo mi piace sottolinearlo perché magari si può pensare che venire a studiare al classico sia noioso, ‘da sfigati’ e che si abbia tempo solo per studiare. I nostri ragazzi dimostrano che non è così. Questo è il sesto anno che li coinvolgiamo in quella che, col tempo, è diventata la loro notte. All’inizio avevamo più conferenze, altri tipi di interventi. Adesso è una notte organizzata proprio da loro”, continua a spiegare la professoressa D’Auria.

Ed effettivamente, facendo qualche domanda in giro, è facile capire come i ragazzi si siano impegnati molto per questa serata, a partire dai bellissimi costumi indossati, realizzati e composti interamente dagli studenti.La 6ª edizione della Notte del liceo classico

Giorgia, Martina, Marianna e Silvia della terza A ci spiegano quanto loro si siano trovate bene al liceo classico e quanto sia “una bellissima scuola ed un ambiente molto interessante. I professori sono molto preparati e la scuola è fatta davvero bene, ci sono persone molto educate, così come gli insegnanti nei nostri confronti. È bello perché siamo pochi e quindi, conoscendoci tutti, non c’è nessun rapporto di superiorità tra di noi, c’è sempre un clima molto sereno e tranquillo” e aggiungono fieramente “Noi abbiamo scritto il copione della nostra performance, ovviamente con l’aiuto della professoressa” e quando gli chiediamo quale sia il loro eroe greco preferito rispondono “Ulisse e Achille”.

Ha preso parte alla serata anche l’assessore all’istruzione e all’innovazione Anna Bosco, che ha concluso il suo intervento speigando l'importnaza delle materie come greco e latino e di come “a volte, sapere anche solo il significato e la derivazione di una parola significa arrivare al cuore della cultura e alla cultura del cuore”.

 

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di Arianna Giampietro (redazione@zonalocale.it)

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