Autismo, lunghe liste d’attesa. Il grido d’allarme di 9 famiglie: "Non ce la facciamo più" - Portinari (Angsa) e l’avvocato Pennetta: "Protesta a Pescara e azione legale"
 

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Vasto   Attualità 17/12/2019

Autismo, lunghe liste d’attesa. Il grido d’allarme di 9 famiglie: "Non ce la facciamo più"

Portinari (Angsa) e l’avvocato Pennetta: "Protesta a Pescara e azione legale"

Nove famiglie di Vasto e San Salvo chiedono aiuto. I genitori i bambini con autismo chiedono da tempo, alcuni anche da tre anni, cure a Vasto per i loro figli, senza doversi spostare tutti i giorni per raggiungere, a seconda dei casi, Pescara o Termoli. Liste d'attesa troppo lunghe e viaggi della speranza costosi. Per questo, si sono rivolte all'Angsa, associazione nazionale genitori soggetti autistici, e all'avvocato Angela Pennetta. Dopo la battaglia vinta da Marie Hélène Benedetti per suo figlio Thomas, si profilano una nuova manifestazione di protesta a Pescara, davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità, e un'altra azione legale.

"Non ce la faccio più", dice Valentin Ivanovici, che rivolge un appello per la sua bambina:

"Le famiglie - racconta Alessandra Portinari, presidente di Angsa Onlus Abruzzo - sono stanche di aspettare lo scorrimento delle liste di attesa, l’agognato diritto alle cure ha tempi sempre più lunghi e nel futuro, dopo l’incontro della scorsa settimana con il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e con l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, non sembra esserci nessuna certezza. Le spese riabilitative sono sostenute dai genitori, compreso i viaggi della speranza per svolgere le cure fuori provincia e anche fuori regione. Nella conferenza stampa di oggi i genitori di nove bambini con autismo denunciano i tempi lunghissimi delle lista di attesa della Asl di Chieti, in alcuni casi anche fino a un anno. La presa in carico, dopo la diagnosi precoce, dovrebbe essere garantita allo stesso modo per tutti, ma non è così e finora quello che dovrebbe essere un diritto indiscusso a tutti è stato negato per l’assenza di budget. Dopo il precedente provvedimento della Regione Abruzzo, di far entrare un bambino in un centro non autorizzato al setting ambulatoriale, accogliendo le proteste di una mamma di Vasto, le famiglie chiedono di avere gli stessi diritti e di poter accedere ai centri di riabilitazione indicati".

“Nonostante - sottolinea Portinari - l’approvazione del nuovo Piano operativo regionale sui disturbi dello spettro autistico, avvenuto lo scorso giugno e il percorso svolto con la Sanità regionale per il recepimento della Legge sull’Autismo del 2015, ci aspettavamo un trattamento differente per le persone affette da autismo. A questo punto chiediamo all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e al direttore generale della Asl di Chieti Thomas Schael lo scorrimento delle liste di attesa e le immediate riabilitazioni degli otto bambini. Le famiglie hanno bisogno di fatti, come ribadito all’assessore non possiamo farci carico anche di delibere e documenti amministrativi, che ritardano l’attuazione per la carenza di fondi o per semplici cavilli burocratici. Così come è stata autorizzata la presa in carico qualche settimana fa per un bambino di Vasto ora bisogna provvedere in tempi brevissimi anche a queste famiglie, altrimenti saremo costretti a ricorrere alla Magistratura e a montare la protesta negli uffici della sanità regionale, con tutti i genitori dell’associazione, fino a quando non si risolverà definitivamente la situazione”.


“Siamo pronti a condurre questa battaglia per assicurare la riabilitazione agli otto bambini da troppo tempo nelle liste di attesa" annuncia l’avvocato Angela Pennetta, legale dell’Angsa e delle nove famiglie. 

Secondo la battagliera professionista, le famiflie sono "vittime non solo della condizione di autismo, ma dei ritardi per la presa in carico con i conseguenti danni biologici. Le famiglie sono alle prese ogni quindici giorni con il rinnovo dell’UVM e con tante carte richieste dalla Asl di Chieti, che di certo non migliorano la condizione dei loro figli, come se dall’autismo si potesse guarire. L’attesa ormai dura da anni e i minori che ritardano ogni giorno la presa in carico vedono peggiorare la loro condizione con un regresso comprovato anche dagli specialisti. La Sanità deve provvedere alle spese delle cure. In questi anni ho combattuto le inadempienze del sistema e sono certa di poter vincere questa battaglia accanto a genitori che non credono più nelle istituzioni e ai quali è stato negato il futuro per i loro figli. Ogni giorno fronteggiano situazioni durissime e la mancanza di risposte è un’offesa non solo a loro ma a tutta la società. Siamo amareggiati e indignati per questa situazione, per la quale mi batterò fino alla fine".

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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