Due consiglieri regionali molisani scrivono al ministro per evitare lo "scippo" dell’emodinamica - Preoccupazione a Termoli
 
Termoli   Politica 01/12

Due consiglieri regionali molisani scrivono al ministro per evitare lo "scippo" dell’emodinamica

Preoccupazione a Termoli

Gli echi dell'eterno dibattito sull'emodinamica a Vasto sono ovviamente rimbalzati anche fuori regione, in particolar modo quelli riferiti a un presunto futuro accordo con l'ospedale Termoli citato nel recente documento sulla rete ospedaliera presentata al ministero [LEGGI]. In questo, nero su bianco, si citava la "ventilata disattivazione della Emodinamica al momento operante presso il viciniore P.O. di Termoli" quale soluzione per "implementare le attività di Emodinamica presso il P.O. di Vasto, rispondendo così ad una logica di ottimizzazione dell’offerta su scala inter-regionale". 

Parole che non sono passate inosservate oltreconfine e che hanno allarmato Paola Matteo e Gianluca Cefaratti, consiglieri regionali del gruppo Orgoglio Molise che hanno preso carta e penna e hanno scritto allo stesso ministro della Salute Roberto Speranza. A quest'ultimo è stato chiesto di evitare uno "scippo" della sala oggi aperta h24, nella quale operano 4 emodinamisti e che nel 2018 ha fatto registrare "circa 450 coronarografie, oltre 200 interventi di angioplastica e 60 angioplastiche primarie (infarti acuti)". Il timore è un depotenziamento dell'ospedale "San Timoteo" già reduce dalla battaglia per la conservazione del reparto Natalità.

Il redivivo accordo di confine col Molise è visto come unica via per raggiungere i numeri previsti dai criteri ministeriali. I rispettivi ex presidenti regionali – Luciano D'Alfonso e Paolo Di Laura Frattura – sottoscrissero un accordo di massima mai finalizzato, come ci spiego l'attuale presidente molisano Donato Toma [LEGGI]. Oggi l'accordo – oltre a essere menzionato nel documento – è stato nuovamente citato dal direttore della Asl, Tomas Schael, e dal sindaco vastese Francesco Menna. 
Probabilmente nessuno ha pensato con la legittima volontà dei molisani di conservare a pieno regime la propria sala emodinamica.

LA LETTERA AL MINISTRO SPERANZA

"Le inviamo questa nostra con il proposito di chiarire i presupposti nella nuova battaglia, non più rinviabile, per una Sanità fondata sui canoni della dignità e dei bisogni del territorio, in sostanza sul diritto alla salute dei cittadini molisani. Pur comprendendo le ragioni di alcuni passaggi nel percorso di razionalizzazione del comparto a livello regionale, siamo preoccupati e delusi dalle voci di una possibile ulteriore chiusura dei presidi sanitari della collettività molisana, con il passaggio all'ospedale "S. Pio" di Vasto del reparto di Emodinamica dell'Ospedale 'San Timoteo' di Termoli.

Donato TomaÈ vero che assistiamo con frequenza sempre più insistente allo smantellamento dei nostri ospedali, ma quando la regola dei tagli si concretizza nell'espropriazione di un reparto che ha i numeri e le capacità per lavorare nel migliore dei modi, restiamo sorpresi e avviliti. Emodinamica a Termoli è in funzione h24 ed è dotata di 4 Emodinamisti. Il reparto tratta con angioplastica primaria l'infarto. Nel 2018 ci sono state circa 450 coronarografie, oltre 200 interventi di angioplastica e 60 angioplastiche primarie (infarti acuti). Insomma, un reparto funzionante e che ha salvato la vita a tantissimi cittadini, in particolare, con gli interventi non programmati. L'operatività del reparto e la consistenza dei numeri ci consegnano un messaggio chiaro di efficienza che noi vogliamo amplificare per riportare la politica a una riflessione di più alto respiro, di corifronto e di condivisione delle scelte. Il Molise e la sua gente non possono permettersi di aggiungere criticità a criticità. La Sanità è un diritto essenziale, vitale: non può essere oggetto di operazioni scollegate con i contesti nei quali tali diritti si estrinsecano, nel caso specifico in maniera chiaramente positiva.
Ci auguriamo quindi che sia affrontata la questione nelle sedi opportune, in modo organico, onde evitare la possibilità paventata di un eventuale passaggio del reparto ad altro Ospedale extra­regionale".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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