Monumento a Palizzi, nessuno lo finanzia. Pachioli: "Troppo costoso? Si poteva fare più piccolo" - Il caso
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Vasto   Cultura 26/11/2019

Monumento a Palizzi, nessuno lo finanzia. Pachioli: "Troppo costoso? Si poteva fare più piccolo"

Il caso

Mario Pachioli col bozzetto del monumento a Filippo Palizzi

Non si farà il monumento a Filippo Palizzi progettato da Mario Pachioli. Mancano i soldi. Sarebbero serviti 100mila euro per realizzare la statua in bronzo, alta un metro e 80 centimetri e raffigurante il geniale pittore vastese, di cui nel 2018 ricorreva il bicentenario della nascita.

Il bozzetto realizzato da Pachioli, scultore vastese trapiantato a Firenze, era stato esposto a settembre in una vetrina di corso De Parma. Si era svolta anche un'assemblea pubblica nell'aula del Consiglio comunale per presentare il progetto.

L'obiettivo era installare il monumento in piazza del Popolo, lungo la balconata panoramica della città antica, in modo da valorizzare l'immagine di Palizzi: il poliedrico artista veniva raffigurato con la tavolozza in mano a prendere ispirazione dal golfo di Vasto.

Pachioli, è deluso?

"Il mio rammarico è che l'amministrazione comunale se ne è lavata le mani. Conosco il popolo vastese, che è buono e generoso. Ma mi sono arrivati messaggi da gente che non sapeva nulla di una raccolta fondi. Si sarebbero potuti chiedere finanziamenti e donazioni".

Ma 100mila euro non erano un po' troppi, visti i tempi di vacche magre?

"Chi dice questo non sa quanto costa una statua in bronzo, il 70% se ne va per le spese e poi ci sono le tasse. Alla fine, quanto mi sarebbe rimasto per un lavoro di oltre un anno? Se il problema era la cifra, si poteva fare un monumento più piccolo e spendere la metà, oppure un bel busto, che sarebbe costato ancora meno. Inoltre, avrei fatto gratis 4 medaglioni, raffiguranti la famiglia Palizzi, da installare sul basamento. Medaglioni del valore di non meno di 10mila euro complessivi. Voglio precisare che io non mi sono mai proposto: più volte, nel corso degli anni, ho ricevuto chiamate da Vasto, rispondendo sempre positivamente perché è la mia città, ma, ogni volta, non se ne fa nulla. Stavolta ero stato contattato prima dall'architetto Francescopaolo D'Adamo, poi da Luigi Canci, che aveva costituito un comitato insieme a Giovanni Di Rosso, ma non c'è stata sensibilità da parte dell'amministrazione comunale. Non pretendevo mica soldi del Comune, ma non è stata avviata alcuna raccolta fondi, né mi è stato detto che avrebbero cercato di ottenere finanziamenti statali. Vasto è nel mio cuore. Non direi tutto questo, se non volessi bene a Vasto e ai vastesi, ma è la classe dirigente locale che li trascura".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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