Il nuovo attentato e il ricordo di Nassiriya, don Gianfranco: "La cosa più importante è la pace" - Il 16° anniversario: cerimonia in cattedrale e davanti a due monumenti
 
Vasto   Eventi 12/11

Il nuovo attentato e il ricordo di Nassiriya, don Gianfranco: "La cosa più importante è la pace"

Il 16° anniversario: cerimonia in cattedrale e davanti a due monumenti

Vasto: deposizione di una corona di alloro davanti al Monumento al CarabiniereLa pioggia non rovina la commemorazione per i caduti di Nassiriya. A Vasto metà cerimonia, la celebrazione religiosa, viene spostata dall'Associazione nazionale carabinieri nella cattedrale di San Giuseppe. Davanti ai monumenti al Carabiniere e ai Caduti di Nassiriya, invece, si tiene solo la consueta deposizione delle corone d'alloro. 

Il parroco della cattedrale, don Gianfranco Travaglini, si rivolge agli alunni: "Oggi siamo qui per dirci che la cosa più importante è la pace; crisi e disoccupazione sono conseguenze". Insegna agli scolari a "distinguere l'errore dall'errante. Dobbiamo odiare l'errore, ma amare l'errante per costruire la pace".

"In questo preciso istante - ricorda il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto - migliaia di militari stanno svolgendo all'estero il servizio per la loro patria, per il mantenimento e il ripristino della pace". Alla celebrazione partecipano i comandanti della forze dell'ordine: Fabio Capaldo, dirigente del Commissariato, Marco Foladore, capitano delle Fiamme Gialle, Francesca Perfido, comandante dell'Ufficio circondariale marittimo, e rappresentanti della polizia locale.

ll sindaco, Francesco Menna, invita i bambini a riflettere sul tricolore: "Il verde è la speranza, il bianco significa essere candidi e lottare per i propri ideali e il rosso è amore per costruire la pace". 

Gli alunni della scuola Peluzzo si alternano al microfono per leggere le loro riflessioni su questa ricorrenza. Ancor più importante è far sentire ai militari italiani la vicinanza dei loro connazionali dopo l'attentato in cui, due giorni fa, cinque nostri soldati sono rimasti feriti in Iraq. 

Un grave atto terroristico, proprio oggi rivendicato dall'Isis, che fa tornare la memoria a quel 12 novembre del 2003, quando un camion cisterna colmo di esplosivo fu fatto deflagrare a Nassiriya, davanti alla base italiana dei carabinieri, provocando l'esplpsione di un deposito di munizioni. Quell'assalto costò la vita a 19 italiani: 12 carabinieri, 5 militari dell'esercito e due civili.

Nella cerimonia in cattedrale, il luogotenente in congedo Nicola Galante legge i nomi dei caduti di Nassiriya, salutati dall'applauso dei presenti, e la preghiera per i caduti. 

Poi l'ultima fase della cerimonia: la deposizione delle corone d'alloro davanti ai monumenti ai Caduti di Nassiriya, nell'omonima piazzetta, e al Carabiniere, in via Salvo D'Acquisto. Sedici anni dopo l'attentato, la lotta al terrorismo non è ancora finita.

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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