Incendi in discarica, D’Amico e Pollutri chiedono le dimissioni del sindaco e scrivono al Ministero - Lettera al ministero dell’Ambiente
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Cupello   Politica 23/10

Incendi in discarica, D’Amico e Pollutri chiedono le dimissioni del sindaco e scrivono al Ministero

Lettera al ministero dell’Ambiente

Dopo il quinto incendio nella discarica della Cupello Ambiente, i consiglieri comunali Camillo D'Amico e Angelo Pollutri chiedono le dimissioni del sindaco Graziana Di Florio per "le sue gravi responsabilità politiche" anticipando che avanzeranno la richiesta nelle sedi istituzionali. I due membri dell'opposizione hanno inoltre inviato una lettera al ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio per portarlo a conoscoscenza dei fatti che si stanno verificando in Valle Cena.

A renderlo noto sono gli stessi esponenti dell'opposizione che parlano di "inadeguatezza del sindaco, del presidente della Regione Abruzzo, dell'assessore Campitelli e del nostro presidente della commissione Ambiente nel governare l'emergenza ambientale scaturita in seguito al sequestro giudiziario disposto dalla Procura della Repubblica di Vasto".

D'Amico e Pollutri precisano di aver chiesto l'intervento del ministero affinché eserciti "il potere sostitutivo per il buon governo della situazione di crisi; invocando, del pari, il potere ispettivo dello stesso e il suo potere sanzionatorio e risarcitorio per quanti si sono resi responsabili della cattiva gestione della cosiddetta terza vasca a servizio del Civeta, in tempo di sequestro".

I due consiglieri comunali, poi, censurano il comportamento del presidente della commissione Ambiente, Manuele Marcovecchio, "il quale ha persino disertato l'incontro pubblico fissato per parlare proprio dei temi del Civeta".

Il testo della lettera al Ministero

Noi sottoscritti Camillo D'Amico, Angelo Pollutri in qualità di consiglieri comunali di minoranza di Cupello, in provincia di Chieti, intendiamo riferirci alle  tristemente note vicende relative al polo tecnologico Civeta che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti di molti paesi del consorzio; ed in particolare alle vicende della cosidetta terza vasca, gestita dalla Cupello Ambiente Srl. 

Dai primi di marzo di quest'anno, la Procura della Repubblica di Vasto ha disposto il sequestro preventivo di quella vasca, siccome al suo interno sarebbero stati smaltiti, tra l’altro, rifiuti provenienti da fuori regione. Nell'occasione venne nominato custode giudiziario il vicesindaco del Comune di Cupello, sede in cui sorge l'impianto. 

In questo periodo, necessario alle opportune indagini della magistratura, però, si sono determinati ben cinque incendi su quella vasca sottoposta a sequestro. 
Alcune associazioni ambientaliste parlano di incendi dolosi, mentre le istituzioni talvolta parlano di autocombustione e talaltra di incendi sprigionatisi per autocombustione. 

L'ultimo incendio del 20 e 21 ottobre 2019 è stato particolamente importante siccome il fumo nocivo ha invaso il centro abitato dei comuni confinanti con l'impianto e posti a notevole distanza dalla sede dell'impianto e della vasca. 
Com'è comprensibile l'accaduto sta preoccupando tutti gli abitanti dei comuni del Vastese, nonostante le rassicurazioni troppo leggere, a nostro parere, che stanno fornendo le istituzioni locali e regionali. 

È fin troppo evidente l'assurdità di una situazione del genere, a prescindere dalla gravità o meno dei fenomeni di incendio e di inquinamento, nella misura in cui un innegabile danno all'ambiente proviene da una vasca di raccolta rifiuti a servizio di un polo tecnologico per lo smaltimento rifiuti e non da fonti o da attività illecite di chicchesia. 

Ciò detto, si deve rilevare la totale inadeguatezza delle istituzioni locali e regionali ad affrontare l'emergenza e a dare soluzioni ad un problema che sta provocando grossi danni ambientali; lo si ripete all'interno di una discarica autorizzata e per giunta sotto il controllo dell'autorità giudiziaria. 

Il sindaco di Cupello avrebbe (e ha) ampio potere, essendo egli al tempo stesso massima autorità sanitaria nel luogo in cui sorge la discarica e avendo egli i poteri che la legge attribuisce nella gestione dei rifiuti, appunto, al sindaco del luogo in cui sorge la stessa. È inutile dire dei compiti, dei poteri e anche delle responsabilità del custode giudiziario. 

Il presidente della Regione Abruzzo, poi, ha sia un potere sul ciclo complessivo dei rifiuti in Abruzzo e sia un potere sostituito sul sindaco. Davanti a questo quadro, però, nessuno prende iniziative e si è appreso (ma era la base principale delle nostre doglianze in questo lungo periodo) che la discarica sottoposta a sequestro doveva essere messa in sicurezza. 

La fonte sicuramente informata, a questo punto, è quella del commissario straordinario al Civeta, nominato dalla Regione Abruzzo, proprio con il compito di governare l'emergenza. In un'intervista rilasciata alla stampa locale, infatti, il commissario straordinario al Civeta ha chiaramente ricondotto le cause di tutti gli incendi, e in particolare dell'ultimo, ad un'autocombustione sviluppatasi all'interno della vasca. 

Il commissario, infatti, si è chiaramente ed efficacemente espresso in questi esatti termini: «... che purtroppo all'evidenza, durante questo periodo di sequestro è stata mal manutenuta. Le discariche si coltivano, le discariche quotidianamente devono essere attenzionate... ».
Cioè, in tempo di sequestro, proprio quando si sarebbe dovuto meglio governare ed attenzionare la discarica la stessa è stata "all'evidenza mal manutenuta".

Con la conseguenza che vi sono precise responsabilità se questo è accaduto. Nel senso che non si potrà certo negare che vi era chi per legge o per mandato dell'Autorità Giudiziaria avrebbe dovuto evitare fenomeni di autocombustione e, quindi, di inquinare pesantemente l'ambiente. 

Stanti cosi le cose, intendiamo sollecitare il potere ispettivo del Vostro Ministero e il potere sostitutivo di Vs. Ecc.Ill.ma, doveroso stanti l'inattivismo delle autorità locali, anche quelle regionali. Ovviamente, Vi chiediamo anche di esercitare il Vostro potere sanzionatorio e risarcitorio nei confronti di chiunque si è reso responsabile di questa gravissima situazione e del gravissimo danno ambientale procurato. 

Con osservanza. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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