"Porti abruzzesi aggregati a Civitavecchia? Quali sarebbero investimenti e incremento merci?" - La lettera dell’associazione imprenditoriale Oasi al presidente della Regione
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Vasto   Attualità 25/09

"Porti abruzzesi aggregati a Civitavecchia? Quali sarebbero investimenti e incremento merci?"

La lettera dell’associazione imprenditoriale Oasi al presidente della Regione

Pietro Marino (associazione Oasi)Aggregare i porti abruzzesi all'Autorità portuale di Civitavecchia, ma quali sarebbero gli investimenti? E come si incrementerebbero gli scambi commerciali? Lo chiede l'associazione imprenditoriale Oasi in una lettera a Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo.

La missiva al governatore inizia ricordando che, "come a lei noto, chi scrive è un’associazione che rappresenta un gruppo di imprenditori dell’area industriale di Vasto e, in particolare, gli operatori portuali del locale scalo marittimo. Abbiamo assistito e seguito con interesse, partecipando a numerosissime riunioni, tutto l’iter di revisione della Legge 84 del 1994. Un percorso durato anni, che ha istituito le Autorità Portuali, indicando gli scali abruzzesi organici a quella di Ancona.

Oggi il dibattito è incentrato, in maniera miope e riduttiva, solo sull’opportunità di sottrarsi alla logica della nuova Legge e, in maniera un po’ bislacca, puntare a un potenziale accordo con l’Autorità Portuale di Civitavecchia. Le possiamo garantire che, anche in relazione all’ultimo incontro che si è svolto alla Camera di Commercio Chieti/Pescara, la proposta non ci pare poggi su basi tangibili, con dati che, onestamente, non rappresentano, con concretezza, il sistema della logistica portuale. Peraltro si continuano a enunciare numeri sui traffici che non chiariscono, in maniera assertiva, una soluzione che, invece, richiederebbe di approfondire ben altri temi. Mai nessuno ha chiarito, con puntualità e esattezza, quale sarebbe l’impegno di Civitavecchia, in termini di investimento, sull’ipotesi di accorpare gli scali abruzzesi e come, eventualmente, raggiungere gli incrementi sperati in entrata e uscita. Insomma, all’oggettività dei dati si è preferito inseguire un sogno già bocciato in partenza dalla stessa volontà del Governo centrale".

"Noi, invece - si legge nella lettera dell'associazione di cui è presidente Pietro Marino - riteniamo che, indipendentemente dai corridoi o dalla possibilità di ricadere nell’ambito delle due diverse Autorità, sarebbe auspicabile che la Regione appronti un proprio Piano Strategico della portualità, con un coordinamento unitario in seno all’organo di gestione. Solo così si potranno esprimere, in maniera compiuta, le giuste misure di cui necessita la rete dei porti locali e la logistica regionale più in generale. La storia dei nostri territori ci insegna che, le aziende crescono e si sviluppano in presenza di infrastrutture dinamiche, in grado di assicurare servizi efficienti. La Regione Abruzzo deve puntare a avere più forza all’interno dell’Autorità Portuale, sia essa Ancona o Civitavecchia. Così come va studiata una soluzione che colmi, in una certa maniera, una carenza normativa e, al tempo stesso, garantistica più forza e autorevolezza della nostra componente in seno al Comitato portuale di gestione. Ci piace pensare e puntare a un ruolo da protagonisti, non da subalterni aggregati a qualcuno, solo per fare volume".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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