Sallese (Cgil): "Tsunami mediatico su Cerella, c’è un disegno politico per far fallire la società?" - La polemica - I conti in rosso della storica compagnia di trasporti
 
Vasto   Attualità 16/09

Sallese (Cgil): "Tsunami mediatico su Cerella, c’è un disegno politico per far fallire la società?"

La polemica - I conti in rosso della storica compagnia di trasporti

Paolo Sallese (Filt Cgil)"Lo tsunami mediatico che descrive in questi giorni il default" di Autoservizi Cerella srl "sembra corrispondere più ad un disegno politico che a un reale peggioramento delle condizioni economiche ed organizzative aziendali". 

Lo afferma Paolo Sallese, rappresentante sindacale dei conducenti di pullman iscritti alla Filt Cgil. Sono dei giorni scorsi le dichiarazioni di Gianfranco Giuliante, presidente della Tua (la società unica di trasporti della Regione), secondo cui rischia rischia di fallire la storica compagnia di trasporti [LEGGI], di cui la Regione Abruzzo detiene il pacchetto di maggioranza e alcuni vettori privati le quote di minoranza.

"Non si vogliono negare commenta Sallese - certe difficoltà economiche che la società era ed è chiamata a gestire, quindi è da escludere che si si stia trattatando di un fulmine a ciel sereno. Esiste una certa nuvolosità su questa azienda, e comunque per il sindacato sulle altre non splende sempre il sole, se è vero che è tutto il settore dei trasporti sia del tpl che commerciale ad essere economicamente in crisi". Il rappresentante della Filt Cgil critica le "scelte di taluni soggetti del consiglio d'amministrazione di voler abbandonare la nave in un momento di ordinaria difficoltà".

Secondo Sallese, "tutto era già noto a tutti, anche quando fu scelto di ricapitalizzare l'azienda a dicembre 2018 con la cifra di oltre 500 mila euro, e vi fu la scelta di subentrare da parte di alcuni nel cda, gli stessi che oggi si dimettono. Allora ci furono proclami positivi unanimi che annunciavano finalmente la salvezza della società Cerella, nonostante a livello sindacale qualche dubbio lo abbiamo sempre avuto ed esternato.
Allora qualche domanda è d'obbligo alla Regione, a Tua, ai vertici della società, al collegio sindacale, agli organi di revisione contabile, eccetera: quali sarebbero dunque, oggi, gli elementi nuovi che non si conoscevano alla data della ricapitalizzazione, tali da rendere impossibile alla società Cerella di continuare ad operare?
Perché si vorrebbe privare alla società la sopravvivenza, elemento necessario per dare lavoro ai suoi dipendenti, che tanti sforzi, insieme al management societario, hanno compiuto nel corso degli anni per difendere il nome di una società con oltre 70 anni di vita?
La società Cerella, nonostante le difficoltà legate ai servizi affidati che insistono nelle aree interne decisamente più svantaggiate e disagiate, ha da sempre cercato di assicurare lo svolgimento dei servizi, nonostante le condizioni di viabilità spesso precarie e pericolose e le peggiori condizioni meteo invernali legate ai territori; servizi garantiti nonostante una dotazione di mezzi certamente non di ultima generazione, elemento che esalta certamente la qualità del suo personale dipendente, che vorrebbe vedersi riservato ben altro trattamento.
I governi regionali che si sono succeduti negli anni - sostiene Sallese - hanno riservato alla Cerella le peggiori condizioni economiche di contribuzione chilometrica, a cui si è aggiunto la decisione dell'ultimo governo regionale a guida Luciano D'Alfonso, di non erogare più dal 2016 le quote relative alle somme destinate alle società di trasporti dei contributi del contratto collettivo nazionale di lavoro, che nella ditta Cerella pesa in bilancio circa 500 mila euro annui".

Sallese punta il dito contro sindacati regionali e istituzioni, censurando "il silenzio di tutti i sindacati a livello regionale e della politica vastese intorno alla vicenda Cerella. Cosa o chi, impedisce loro di trovare il tempo di difendere questa storica società e le famiglie che vi lavorano?".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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