Mercato coperto, M5S: "Il Comune spende 20mila euro l’anno e non mantiene le promesse" - La polemica
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Vasto   Politica 13/09

Mercato coperto, M5S: "Il Comune spende 20mila euro l’anno e non mantiene le promesse"

La polemica

Vasto: l'ex mercato del pesce com'è oggi"Forse il sindaco Menna pensa che la prospettiva di una bevuta di birra faccia dimenticare ai cittadini quali erano le premesse di un progetto che risale al lontano 2015, quando la esternalizzazione della gestione del mercato fu affidata con regolare procedura di gara all’unico partecipante ATI", associazione temporanea di imprese.

Il Movimento 5 Stelle critica l'amministrazione comunale dopo l'annunzio del progetto di ristrutturazione del piano terra del mercato Santa Chiara: una birreria al posto dell'ex mercato del pesce.

"Le condizioni dell’affidamento - si legge in una nota dei pentastellati vastesi - prevedevano un affitto di 1300 euro/anno (poco più di 100 euro/mese) ed un contributo del Comune a favore dell’ATI pari a 20.000 euro/anno.
Il concessionario ATI assumeva contestualmente l’obbligo di recuperare ed adeguare secondo le disposizioni di legge la parte sottostante del mercato.
Nel 2017, due anni dopo l’inizio della gestione ATI, il M5S ha presentato un’interrogazione all’Assessore Della Penna per chiedere come mai, nonostante il notevole tempo trascorso, la parte sottostante del mercato non fosse stata ancora ristrutturata.
La risposta dell’assessore Della Penna è stata: 'L’adeguamento ed il recupero dello spazio sottostante è legato all’utilizzo di tale spazio in
accordo con eventuali operatori interessati in base a proposte da valutare con l’amministrazione comunale'. Quanto affermato dall’assessore è in netto contrasto con la delibera del Consiglio comunale che stabilisce il trasferimento della somma di 20.000
euro proprio in considerazione del fatto che 'l’assegnatario dovrà procedere ad effettuare ulteriori interventi ed investimenti per adeguare il piano sottostante'. Assessore Della Penna, è il concessionario ATI che doveva fare i lavori, non un eventuale operatore interessato. Ogni tanto prima di rispondere legga le carte.

Il Comune quindi ha erogato un contributo di 20.000 euro l'anno, ad oggi 80.000 euro (perché ad oggi sono trascorsi 4 anni) mentre il concessionario ha incamerato tale cifra senza ottemperare ai suoi obblighi di investimento. Dagli organi di stampa apprendiamo che l’investimento da oltre 100.000 euro è tutto a carico del concessionario privato. Di grazia, a carico di chi? Di chi ha incamerato il contributo di 20.000 euro l’anno dal Comune a tale scopo o di chi aprirà la birreria? Nel primo caso di investimento privato c’è ben poco (o forse nulla). Nel secondo caso, il mal capitato gestore della birreria si sta assumendo un onere che è tutto dell’ATI. Occorre, dunque, fare chiarezza. Ancora una volta quest’amministrazione si mette in evidenza per i ritardi dell’attuazione delle Deliberazioni del Consiglio comunale e dei progetti, oltre che per la scarsa trasparenza dell’azione amministrativa. Tutto ciò alimenta il dubbio che, ancora una volta, si voglia darla a bere ai cittadini".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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