In Regione la Cbi conferma la volontà di chiudere la fabbrica di Gissi - Vertenza che si fa difficile
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Gissi   Attualità 11/09/2019

In Regione la Cbi conferma la volontà di chiudere la fabbrica di Gissi

Vertenza che si fa difficile

La fabbrica di Gissi"L'azienda ha confermato di voler chiudere", così Carmine Torricella (Filctem-Cgil) sintetizza l'esito dell'incontro di ieri in Regione per la vertenza Cbi. Il tavolo si è tenuto alla presenza degli assessori Mauro Febbo e Piero Fioretti, dei sindacati e dei rappresentanti dell'azienda che ha la sede principale a Monza, tra loro il direttore generale Dario Melò e Confindustria.

"Speriamo che si ravvedano – commenta Torricella – ma c'è da dire che sono finanzieri e non industriali". Il riferimento è alla proprietà dell'azienda, un fondo internazionale che ha diversi stabilimenti nel mondo e che a quanto pare non ritiene più fruttuoso il sito gissano. C'è una speranza per i 31 dipendenti alcuni dei quali con 30 anni alle spalle nella fabbrica? È presto per dirlo, ma attualmente la strada vista come la migliore per tutelare i livelli occupazionali è quella del ricorso agli ammortizzatori sociali.

"I tecnici della Regione – dice Torricella – hanno consigliato il ricorso ai contratti di solidarietà. In questo modo, durante il periodo di copertura, si potrebbero cercare altri imprenditori o altre società potenzialmente interessati al sito". Su questa ipotesi la proprietà ha glissato; ad agosto pare ci sia stato un sopralluogo all'interno del sito.
Che le cose stavano prendendo una strana piega è apparso evidente già mesi fa quando le commesse sono calate e le comunicazioni con i responsabili di Monza si sono ridotti al lumicino.

Nel frattempo si continua a lavorare, ma a scarti ridottissimi, tanto che qualcuno dei dipendenti dice "Non voglio stare qui a rubare lo stipendio, ma produrre". L'azienda gissana nata come Chicago Blower produce aspiratori e ventilatori di grosse dimensione a uso industriale impiegati soprattutto in campo petrolifero. Oggi si terrà l'assemblea di fabbrica nella quale si decideranno eventuali mobilitazioni in attesa del prossimo incontro del 24 settembre in Confidustria. "Questa è una vertenza che deve interessare tutto il territorio – conclude Torricella – e unire tutti senza distinzioni altrimenti la partita si perderà. Resta l'amarezza per un atteggiamento dell'azienda deprecabile".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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