Cbi Gissi, a rischio licenziamento con 10 figli a carico: "C’è tanta amarezza" - Luigi Di Stefano, saldatore cupellese, tra i 31 lavoratori appesi a un filo
 
Gissi   Attualità 09/09

Cbi Gissi, a rischio licenziamento con 10 figli a carico: "C’è tanta amarezza"

Luigi Di Stefano, saldatore cupellese, tra i 31 lavoratori appesi a un filo

Luigi Di Stefano, in fondo, con i colleghi durante un presidio"C’è tanta amarezza in questo momento anche se aspettiamo la definitiva sentenza". Luigi Di Stefano, 50 anni da compiere a breve, è uno dei 31 lavoratori della Cbi di Gissi, l'azienda che produce ventole e aspiratori industriali che ha avviato la procedura di licenziamento collettivo [LEGGI].

Lui vive a Cupello con una famiglia più che numerosa da sostenere. Sono dieci, infatti, i figli di casa Di Stefano, la più grande ha 22 anni e ha terminato gli studi universitari, la più piccola ha due anni. Luigi è entrato nell'azienda della Val Sinello 15 anni fa. "Prima lavoravo nel settore dell'edilizia a San Salvo, poi ho avuto questa opportunità e l'ho colta". Con lo stipendio fisso da saldatore è "cresciuta anche la famiglia" messa su insieme alla moglie Antonella. Con dieci figli da accompagnare nel miglior modo nel cammino della vita non è semplice andare avanti con un solo reddito.

"Ci sono il mutuo e le rate di una macchina nuova, che abbiamo dovuto necessariamente acquistare per questioni di spazio". E poi tutte le spese domestiche e per gli studi dei figli. Ora, con il licenziamento che è uno spettro incombente, le cose si fanno certamente più difficili. "C'è tanta rabbia – spiega il 50enne cupellese – per questa situazione. Io avevo intuito un anno fa che qualcosa non andava per il verso giusto". Fino al rientro dalle ferie si pensava fossero 14 gli esuberi, qualche giorno fa l'amara sorpresa comunicata ai sindacati e da questi ai lavoratori. Luigi, così come i suoi colleghi, alcuni dei quali sono lì da oltre trent'anni, si troverà presto a dover cercare un altro lavoro con la difficoltà di un'età non più giovane. Il coraggio però non manca di certo a chi, ogni giorno, fa sacrifici.
"Non posso certamente perdermi d'animo. Mi rimboccherò come sempre le maniche e andrò avanti".

LA NOTA DEL PD - L'ultima speranza è legata all'incontro di domani, 10 settembre, in Regione. Anche se, vista l'evoluzione della vertenza, non vi è certo aria di ottimismo. Intanto ieri il consigliere regionale Silvio Paolucci e il segretario provinciale del Pd, Gianni Cordisco, hanno sollecitato la Regione a intervenire sulla vicenda. "La crisi era annunciata e poco prima dell’estate fu sottovalutata. Bisogna muoversi e trovare soluzioni, per non ripetere l’inerzia avuta per altre vertenze e soprattutto, per non farsi trovare impreparati rispetto a quello che si prospetta come un autunno caldissimo per il mondo industriale abruzzese grande e piccolo".
Cordisco chiede alla giunta Marsilio di intervenire "per concertare con l’azienda una distribuzione dei tagli fra tutti gli stabilimenti presenti in Italia, valutando anche le diverse situazioni dei lavoratori, molti dei quali possono essere accompagnati con misure di sostegno alla pensione". 

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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