Rebus poli scolastici: la spunta quello di Celenza sul Trigno. Progetto da oltre 4 milioni e mezzo - Ospiterà gli alunni di sei comuni
 

Rebus poli scolastici: la spunta quello di Celenza sul Trigno. Progetto da oltre 4 milioni e mezzo

Ospiterà gli alunni di sei comuni

La presentazione del progettoIl rebus dei nuovi poli scolastici si dovrebbe chiudere con la realizzazione di quello in territorio di Celenza sul Trigno. Il Miur ha infatti comunicato all'Inail di procedere alla chiusura dell'istruttoria sulla fattibilità tecnico-economica del polo che accoglierà in un'unica struttura gli alunni di Celenza sul Trigno, Carunchio, San Giovanni Lipioni, Torrebruna, Palmoli e Tufillo. In alcuni di questi comuni le scuole non ci sono già da tempo, negli altri, invece saranno chiuse una volta che il nuovo polo vedrà la luce. Tra i comuni citati non c'è Dogliola che non ha più la scuola; i propri alunni oggi vanno a Palmoli, quindi, una volta chiuso anche quel plesso, i genitori dovranno fare la propria scelta.

A spuntarla, quindi, sembra essere il progetto della strategia delle Aree Interne del Basso Sangro Trigno per un importo di oltre 4 milioni e mezzo; la localizzazione è a valle in località "Canchiata". Il rebus era iniziato anni fa con l'ipotesi di un unico plesso visto come panacea contro il male dello spopolamento delle aree interne e la difficoltà di formare le classi per ogni anno d'età. Inizialmente, si era parlato di un polo in territorio di Dogliola, sulla fondovalle Trigno, ipotesi poi tramontata [LEGGI]. Successivamente è spuntata l'ipotesi attuale che però contrastava con l'altro progetto, pure ammesso a finanziamento, di Palmoli in località "Fonte la casa" [LEGGI]. L'incontro tra i sindaci in Regione, nel mese di luglio, ha permesso di far convergere le forze verso un unico progetto [LEGGI].

I COMMENTI - Gli assessori regionali Mauro Febbo e Guido Liris commentano con soddisfazione: “La realizzazione della nuova struttura rientra nell'ambito degli investimenti nelle aree interne di scuole innovative da un punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica (attuazione dell’articolo 1, commi 677 e 678 della legge 27 dicembre 2017, n.205). Adesso è fondamentale arrivare in tempi brevi alla fase cantierabile del nuovo plesso scolastico per arginare lo spopolamento delle aree interne e quindi evitare che i giovani possano lasciare o allontanarsi dalle proprie comunità".

“È un ottimo risultato – sottolinea l’assessore all’Edilizia scolastica, Liris – poiché il progetto prevede la realizzazione di un nuovo plesso scolastico innovativo tramite la chiusura dei plessi esistenti; l'intervento vede coinvolti i Comuni di Celenza sul Trigno, Carunchio, San Giovanni Lipioni, Torrebruna, Palmoli e Tufillo appartenenti all'Istituto Comprensivo di Castiglione Messer Marino. Il numero di alunni ospitabili nel plesso è pari a 305 e sarà realizzato nel Comune di Celenza sul Trigno in posizione baricentrica rispetto ai Comuni interessati. L’importo previsto è di 4.573.572,54 euro oltre Iva e arredi. La Regione esprimerà parere favorevole e finanzierà gli arredi come previsto anche nell’APQ firmato e l’adeguamento della viabilità".

Il recente incontro in Regione"Infatti – continua Mauro Febbo – con decreto del ministro dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca del 28 novembre 2018, n. 828, sono stati definiti i criteri per finanziare la nuova struttura scolastica della Strategia d’Area del Basso Sangro Trigno. Il Plesso scolastico unico costituisce un esempio di eccellenza a livello nazionale, così come riconosciuto anche nel corso degli incontri di condivisione della Strategia con il Comitato Nazionale per le Aree Interne ed i ministeri interessati, in quanto dovrà rappresentare un prototipo di edilizia scolastica avveniristica (sicurezza e ambiente) e di scuola innovativa in cui le funzioni della didattica si legano indissolubilmente alla vita culturale e sociale della comunità. L’intervento si basa sulle indicazioni previste nelle Linee Guida della Buona Scuola per le Aree interne nelle quali emergono alcune questioni chiave relative all’istruzione nelle aree interne; in particolare l’organizzazione del servizio scolastico nei territori interni si regge su numeri piccoli, che interessano sia il corpo docente sia gli alunni e che sono accentuati dall’elevata frammentazione dei plessi. Il problema del dimensionamento degli istituti scolastici e delle classi è di notevole rilevanza per l’organizzazione del servizio scolastico nelle aree interne".

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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