Alessandro sta meglio: "Non si può morire per colpa di un cinghiale" - La testimonianza e l’appello del commerciante vastese vittima di un incidente
 
Vasto   Cronaca 14/08

Alessandro sta meglio: "Non si può morire per colpa di un cinghiale"

La testimonianza e l’appello del commerciante vastese vittima di un incidente

Alessandro Del Borrello in una foto di repertorio di Zonalocale "Non si può morire per colpa di un cinghiale". Dopo l'incidente subito, "ne approfitto per fare un appello" a "intervenire al più presto su questo grave problema che sta colpendo il nostro territorio".

Alessandro Del Borrello sta meglio. Ma l'incidente sulla statale 16 con un branco di cinghiali [LEGGI] ha lasciato il segno: "Nove costole incrinate, clavicola rotta, alluce sinistro lesionato, milza asportata e contusioni multiple", racconta il commerciante vastese, che presto potrebbe uscire dall'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto, dove è ricoverato da due settimane. 

Ricorda che "la notte del 31 luglio, a causa di un branco di cinghiali, sono stato vittima di una brutta caduta in moto. La mia fortuna che andavo piano (40-50 km/h) e, nonostante tutto, la botta è stata dura".

E poi il messaggio rivolto a tutte le persone, tante, che si sono preoccupate per lui: "In primis ci tengo a ringraziare la signora che mi ha soccorso insieme ad altri ragazzi, ho riconosciuto Pellerani Maverik, che ringrazio per la prontezza nel fermarsi e soccorrermi, al contrario della Mercedes prima di lui, che se l’è data a gambe elevate. Vi dico solamente che sono arrivato in ospedale con un quadro clinico preoccupante, quindi grazie di cuore.
Poi ci tenevo davvero tanto a ringraziare tutti i miei amici che sono accorsi in ospedale, la prima notte è stata brutta e solo chi era presente insieme alla mia compagna ha potuto capire quanto è stato difficile sentirsi dire: dobbiamo aprire e poi vi aggiorneremo.
Un grazie va ai soccorritori, tutti senza nessuna distinzione di grado: l’autista, l’infermiere, il dottore, il medico che alle 3 di notte si è svegliato per venirmi a salvare la vita.
Un grazie va a tutti voi, tutte quelle persone che si sono interessate e sono venute di persona in ospedale, ne avrò incontrate in questi giorni più di 300. Ringrazio i miei familiari, che mi sono vicino e sono tornati per darmi una mano, ringrazio i miei collaboratori, che si sono messi a disposizione per far sì che le mie attività non si fermassero, non faccio i nomi perché sono davvero in tanti.
Ringrazio davvero tutti per le centinaia di telefonate e messaggi (scusate se non rispondo a tutti).
Ringrazio i ragazzi di Vasto che hanno partecipato al motoraduno della Rocca (Roccaspinalveti) e mi hanno portato una maglietta autografata da tutti (non immaginate quanto io abbia apprezzato), sarà un ricordo speciale per me.
Ringrazio varie associazioni del territorio, che mi hanno chiamato per esprimere affetto e vicinanza.
Ringrazio tutti, ma davvero tutti, per l’affetto che mi hanno trasmesso.
Per finire, ringrazio chi ancora oggi è con me in ospedale per vedere di risolvere questi ultimi problemini per poi ricominciare al più presto, più forte di prima.
Ne approfitto per fare un appello. Chiedo se può essere possibile, come mi è stato già promesso telefonicamente da esponenti regionali, intervenire al più presto su questo grave problema che sta colpendo il nostro territorio.
Non si può morire per colpa di un cinghiale! Non si può".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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