GuilmiArtProject: "Pratiche di forze", la residenza di Daniele Di Girolamo e Manrico Pacenti - Si chiude l’edizione 2019 dell’evento artistico
 
Guilmi   Eventi 13/08

GuilmiArtProject: "Pratiche di forze", la residenza di Daniele Di Girolamo e Manrico Pacenti

Si chiude l’edizione 2019 dell’evento artistico

La cacofonia del titolo mette volontariamente in risalto la doppia direzione del progetto: l’elemento fondante dell’operare artistico, che è la pratica, intesa come quotidiana reiterazione di azioni e pensiero per l’acquisizione e l’esercitazione della professione e professionalità artistica. L’altro elemento è la forza, o meglio le forze che in fisica e nella definizione astratta del suono e dello spazio s’incontrano e scontrano, compenetrandosi e creando il paesaggio. Le forze distinte considerate dai due artisti, tradotte in termini digitali, vengono fluidificate, elaborate e poi fuse insieme.

Gli elementi verticali che demarcano l’insediamento urbano di Guilmi e dominano la vallata del Sinello sono una torre dell’acqua e l’immancabile campanile della chiesa. Questi si stagliano antagonisti come indicatori di due universi opposti: l’uno racchiude e dà forma all’acqua, elemento liquido e libero, imprigionandone lo scorrere; l’altro scandisce il ritmo dell’uomo, lo espande nella vallata, detta le ore del risveglio e del lavoro. L’acqua regimentata della torre dell’acqua, è sinonimo dell’affrancamento dell’uomo dallo stato naturale, per procedere verso l’indipendenza ottenuta dallo stato culturale. A Guilmi, la cisterna, costruita alla fine degli anni Cinquanta, è un simbolo di progresso e di riscossa sociale. Il campanile è invece un segno atavico legato al passato, al richiamo dei fedeli e al mondo rurale.

Daniele di Girolamo interviene smussando le asperità della campana, suono antropico che si propaga in onde, fluidificandolo e riversandolo all’esterno come acqua nel paesaggio. Manrico Pacenti congela e materializza la percezione aptica del suono sull’ambiente costruito facendolo riverberare sulle superfici con installazioni diffuse nel territorio di Guilmi.

Alla restituzione del lavoro dei due artisti in residenza, si collega la proiezione pubblica di Watna di Lorenzo Casali e Micol Rubini, un film documentario sulla percezione dello spazio e del tempo, incentrato sul lento percorso di una nave cargo in Europa centrale. 

Daniele Di Girolamo (Pescara, 1995) iscritto al biennio specialistico in “Pittura Arti visive” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca indaga le trasformazioni silenziose delle proprietà chimiche e sonore della materia, concentrandosi sul mutamento dal valore simbolico, concettuale e antropologico. I processi naturali e le interferenze umane che si ibridano nel paesaggio sono le coordinate da cui sviluppa il suo lavoro. Tra le esposizioni personali e collettive: sky above sea below, Gallleriapiù, Bologna 2019; Premio Zucchelli, Artefiera Bologna, duo con Li Zhuwei, 2019; Eruzioni, Ateliersi, Bologna 2019; Elogio della Lentezza, Zu Art, Fondazione Zucchelli, Bologna 2019; Omaggio a Misticoni, Museo Vittoria Colonna, Pescara 2019; Young artist in the hotel, Isola di San Servolo, Venezia 2019; Trasformazioni Silenziose, Young Art Gallery/Garage, Pescara 2018; The interior sea, The Lebanese University, Beirut 2018; Through, GALLLERIAPIU, Bologna 2017.

Manrico Pacenti (Perugia, 1995) attualmente iscritto al Biennio specialistico in “Pittura arti visive” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna sviluppa la sua ricerca artistica prendendo in analisi le peculiarità degli elementi digitali ed osservando le conseguenze della virtualizzazione del regno naturale. Indagando su degli aspetti prettamente antropologici sviluppa dei lavori in cui i “data” vengono ibridati con elementi reali attuando così una materializzazione del prodotto digitale e finendo per svelare alcuni aspetti esistenzialisti ed applicazioni inedite di questi nuovi strumenti.  Tra le esposizioni: Terresonore, Festival Terresonore, Favignana 2019; sky above sea below, Gallleriapiù, Bologna 2019; #websurfing, Casa della Cultura Italo Calvino, Calderara 2019; The interior sea, Lebanese University, Beirut 2018; Take me (Im yours), Ex parcheggio giuridico, Bologna 2017; Il mare interno, Galleria Artforum, Bologna 2017; Remake, GALLLERIAPIU, Bologna 2016; La città che noi vogliamo, Ex Chiesa della Misericordia, Perugia 2013.

Guilmi Art Project: GAP opera come residenza d’artista a Guilmi, comune che dagli anni Settanta ha iniziato a svuotarsi, complici il lavoro in fabbrica e il richiamo della vicina costa adriatica. Le sue parole d’ordine sono resistenza e a-progettualità. Dal 2007 Federico Bacci, Lucia Giardino ed Enzo Fascetto Sivillo invitano artisti nella propria casa nel centro cittadino, per la produzione di un’opera che dialoghi a vari livelli col paese e/o con la comunità. Le residenze, prima annuali, dal 2016 sono diventate biennali. L’attività privata di GAP si articola durante l’anno, ma si conclude pubblicamente con la temporalità della residenza.
ARTISTI INVITATI ad oggi: M. Mazzoni - Kinkaleri (2009), A. Carboni (2010), N. Toffolini (2011), E. Ascari (2012), DEM (2012), F. Prevedello (2013), J. P. Macías (2014), Radio Papesse (2014), E. Mazzi (2015), C. Veneziano (2017), Fredone Fone e Joanna Quiroga - Pendulo (2019), D. di Girolamo (2019), M. Pacenti (2019).
Ringraziamenti: Dina di Ciano, Marianna Fazzi

Info e contatti
3493926072
guilmiartproject@gmail.com

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