Musica e solidarietà: gli Eclipse in concerto per sostenere l’associazione "Un buco nel tetto" - Appuntamento il 30 aprile al teatro Rossetti con la musica dei Pink Floyd
 
Vasto   Eventi 19/04

Musica e solidarietà: gli Eclipse in concerto per sostenere l’associazione "Un buco nel tetto"

Appuntamento il 30 aprile al teatro Rossetti con la musica dei Pink Floyd

foto Lino D'AvinoMartedì 30 Aprile, alle ore 21, il Teatro Rossetti ospiterà un concerto di beneficenza degli Eclipse, Pink Floyd tribute band. I proventi del biglietto di ingresso saranno infatti interamente devoluti all'associazione Un Buco nel Tetto. Di seguito una breve intervista ai membri del gruppo, per saperne di più sulla loro esperienza nel mondo della musica.

Che rapporto lega i componenti del gruppo? Come vi siete conosciuti?
"L'idea di una tribute band Floydiana è nata, una decina di anni fa, dalla passione per la musica della storica band inglese dei fratelli Luigi e Alessandro Mariotti, di fatto i fondatori del gruppo. Dopo i primi anni passati a dare forma al progetto, la band ha raggiunto la sua formazione definitiva e attuale nel 2014 con Francesco Marchesani alla voce, Luigi Mariotti alla chitarra, Alessandro Mariotti al basso, Giovanni Tabilio alle tastiere e programmazione ed Emanuele Perrina alla batteria. Ad oggi, dopo le numerose esibizioni e le varie trasferte (musicali e non) condivise insieme, tra di noi si è creato un feeling unico, non solo musicale ma anche umano. Ormai possiamo definirci dei veri amici con una grande passione in comune: la musica, in particolare quella Floydiana" afferma Emanuele Perrina.

Perché avete deciso di formare una band? Come mai proprio un tributo ai Pink Floyd?
"Suonare i Pink Floyd significa soprattutto avere un grande sound. Essere sempre alla  ricerca del suono perfetto, sempre insoddisfatti. Ed è in questa sfida continua che emerge nella musica il tuo vero suono", risponde Alessandro Mariotti.

Oltre alla passione per la musica, vi unisce un'alta dose di altruismo. Sono diverse, infatti, le volte in cui avete suonato per beneficienza. Cosa si prova nel suonare per aiutare qualcuno?
"Come band cerchiamo nel nostro piccolo di mettere la musica al servizio degli altri e siamo sempre stati aperti al sociale. Ultimamente stiamo collaborando con l'Associazione Un buco nel tetto di Vasto. Quando la presidente Luciana Salvatorelli chiama, noi rispondiamo sempre perché sappiamo che operano con gesti concreti sul territorio. Questa estate terremo un concerto in collaborazione con l'Associazione Alzheimer di Vasto per raccogliere fondi per le attivitá di questo gruppo, che si occupa dei malati di demenza", racconta Francesco Marchesani.

In quale, tra le innumerevoli volte in cui vi siete esibiti davanti ad un pubblico, quest'ultimo vi ha regalato qualche emozione particolare?
"Sicuramente i due concerti che abbiamo fatto l'anno scorso ci hanno regalato emozioni che non dimenticheremo mai:  il 15 luglio scorso abbiamo infatti suonato ai Giardini D'Avalos di Vasto, davanti ad una platea gremita che ci ha regalato calore e magia in uno scenario unico. Inoltre é stato determinante per la nostra crescita il live eseguito l'8 agosto a San Salvo Marina, sul palco dove solitamente si esibiscono i big della musica, in cui abbiamo potuto usufruire di una location importante ed attrezzata per le grandi occasioni. Il pubblico anche lì ci ha accolti con grande entusiasmo", spiega Francesco Marchesani.

Il mondo della musica è in continuo cambiamento e in costante movimento. Qual è, secondo voi, la chiave di un successo duraturo?
"In realtà è cambiato anche il modo di fruire della musica leggera, sempre più concepita come sottofondo ad altre attività o come compagna di viaggio. Per questo e per il gran numero di nuove proposte, è difficile per un artista affermarsi nel tempo. Come fu per i Pink Floyd, che hanno saputo magistralmente interpretare le varie epoche del Rock, dalla psichedelia, al prog, al pop degli anni ‘80, fino a giorni nostri, credo che alla fine la chiave del successo sia sostanzialmente rimanere se stessi dando alla musica l’impronta della propria autenticità" conclude Luigi Mariotti.

Sara Della Gatta

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