Terza vasca, 4 gli indagati. Sotto la lente anche la tipologia di rifiuti. Ora si temono i rincari - Gli sviluppi dell’indagine
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Cupello   Attualità 21/03

Terza vasca, 4 gli indagati. Sotto la lente anche la tipologia di rifiuti. Ora si temono i rincari

Gli sviluppi dell’indagine

Sammartino mostra i dati dei conferimenti al CivetaSono quattro gli indagati nell'inchiesta sulla terza vasca del Civeta gestita dalla Cupello Ambiente. Oltre a Franco Gerardini (commissario straordinario dell'ente e dirigente del servizio Rifiuti) ci sono i responsabili tecnici del consorzio pubblico Fulvio Delucchi e Luigi Sammartino e il legale rappresentante società privata, Michele Silvestri.

Come emerso nella giornata di ieri, sotto la lente del procuratore del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio, sono finiti i conferimenti di rifiuti extra-regionali che per gli anni 2017-2018 ammontano a 70mila tonnellate, fatto questo che – sempre secondo la magistratura – potrebbe portare al precoce esaurimento della vasca da 450mila metri cubi inaugurata nel settembre del 2016 [LEGGI]. 
Le indiscrezioni rivelano che con l'impianto sequestrato si procederà anche a una verifica della tipologia dei rifiuti conferiti in questi anni. 

I RIFIUTI DA FUORI - Certo è che la conferma del sentore comune sul conferimento extra-regionale non è così recente. La prima la diede pubblicamente proprio l'ingegnere Sammartino – oggi tra gli indagati – a fine giugno 2018 durante un'assemblea convocata dal consigliere comunale cupellese Camillo D'Amico.

In quell'occasione, sventolando i report aziendali, affermò: "Perché c'è stata la necessità di prendere rifiuti da fuori? Perché si sta lottando contro una concorrenza spietata. L'Agir rischia di far scoppiare una guerra di rifiuti tra Ecolan e Civeta. Gli impianti rischiano di restare senza rifiuti. L'idea del 2011 di Panfilo Di Silvio contrasta con la realtà odierna". Prendere rifiuti da fuori per salvaguardare i 50 posti di lavoro, come ribadito successivamente [LEGGI].

Lo stesso tema tornò alla ribalta a fine anno, il 28 dicembre 2018, quando durante il consiglio comunale di Vasto dedicato alle discariche, Sammartino intervenne dicendo che che "Maggiori quantitativi di rifiuti in ingresso permettono di diluire meglio i costi di gestione degli impianti, si dovrebbe viaggiare su una media di 70/80mila tonnellate all'anno". In quella seduta fu sottolineata nuovamente la necessità di un'altra discarica a servizio del Civeta in previsione del 2024 (anno in cui dovrebbe esaurirsi da contratto la terza vasca) e la maggioranza di centrosinistra respinse la proposta dell'istituzione di una commissione di vigilanza sul Civeta e le altre discariche in progetto avanzata dall'opposizione [LEGGI].

Ieri, il commissario Geradini, ha invece rivelato che l'aumento di rifiuti in ingresso da fuori regione sarebbe avvenuto per la necessità della Cupello Ambiente di finanziare l'impianto di captazione di biogas della discarica [LEGGI].
Tutto ruoterebbe sulla possibilità esplicitata nell'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) di ricevere rifiuti "extra-consortili" che si presterebbe a interpretazioni diverse: da fuori consorzio, ma in territorio regionale, o anche da oltre i confini abruzzesi. Su questo punto Gerardini ha rivelato che si stava già lavorando per una modifica dell'Aia.

RISCHIO AUMENTO COSTI - Se da una parte c'è il cuore dell'indagine, dall'altra ci sono le ripercussioni della chiusura forzata della discarica. L'emergenza ambientale dovrebbe essere scongiurata con il conferimento in altri impianti (Sulmona e Lanciano ad esempio); su questo punto oggi dovrebbe sciogliersi il nodo delle nuove destinazioni.
Sarà difficile, invece, evitare l'emergenza economica ovvero i rincari che arriveranno dal cambio di destinazione dei rifiuti e dai nuovi costi di trasporto che i mezzi dovranno fare. L'auspicio dei sindaci in fibrillazione è che le indagini si chiudano al più presto e si possa magari arrivare a una riapertura solo per i rifiuti del territorio.

Sul caso il presidente di Anci Abruzzo, Luciano Lapenna, dice a zonalocale.it: "Sono preoccupato per i maggiori costi che quest'operazione comporta. Molti comuni che hanno approvato il bilancio si troveranno a dover fare provvedimenti di variante immediata per assicurare queste maggiori coperture".

Sulla vicenda ieri i gruppi di opposizione di centrodestra e oggi quelli di maggioranza hanno chiesto un consiglio comunale straordinario.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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