"Femminile plurale", gli studenti del Mattioli raccontano le storie di tre artiste - In scena la vita di Artemisia Gentileschi, Camille Claudel e Tamara de Lempicka
CHIUDI [X]
 
Vasto   Cultura 08/03

"Femminile plurale", gli studenti del Mattioli raccontano le storie di tre artiste

In scena la vita di Artemisia Gentileschi, Camille Claudel e Tamara de Lempicka

"Essere donna è così affascinante, è un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai". È proprio con queste parole che, nell’Auditorium del Polo Liceale “R. Mattioli”, ha avuto luogo “Femminile plurale”, una rappresentazione che ha messo in scena le storie di tre artiste, Artemisia Gentileschi, Camille Claudel e Tamara de Lempicka, emblemi della “sfida” che ogni donna ha sempre dovuto affrontare nel corso della storia.

Il progetto, coadiuvato dalle professoresse Anna Iannarelli, Giovanna Santangelo e Antonella Gentile, ha visto la partecipazione delle classi V LM, IV LM, III LM e IIID, le quali, dopo mesi di prove, hanno dato vita a un momento particolare, nel giorno dell’8 marzo, grazie alle proprie abilità. La recitazione, letture appassionate e musiche significative sono state la chiave di volta per la resa del messaggio degli studenti.

Il primo atto, ambientato in un tribunale del 1600, ha visto il processo di Artemisia Gentileschi e Agostino Tassi, uomo sposato che, dopo averle promesso il matrimonio, l’ha violentata. Questo un tema molto attuale che, come messo in risalto dagli studenti, ha radici culturali che risalgono a secoli fa. Nonostante la sofferenza fisica e psicologica, la Gentileschi non si è mai arresa, ha sempre lottato con dignità per far valere i suoi diritti e la sua arte.

La seconda parte della rappresentazione è stata incentrata sulla figura di Camille Claudel, amante del noto scultore Auguste Rodin, il quale, dopo essersi impossessato della sua arte, l’ha scaraventata in un manicomio per il resto dei suoi giorni. La scena proposta dagli studenti è ambientata proprio durante gli anni di internamento e vediamo una Camille circondata da pazze che scrive una lettera rancorosa al suo amante. “L’amore mi rendeva cieca […] Non si può definire con altro il tuo comportamento: sfruttamento della donna, annientamento dell’artista”. Qui gli studenti si sono concentrati sulla figura di una donna che è stata messa in ombra dall’uomo che amava, cosa che ancora oggi, purtroppo, avviene in molti ambiti.

Nel terzo atto, invece, si passa a una serata “dandy” dei ruggenti anni ’20 in cui la protagonista indiscussa è Tamara de Lempicka, artista che, per avere successo in un mondo di uomini, ha assunto varie identità per crearsi un nome. Gli attori in scena sono molti, il palco è pieno e armonie jazz di una piccola orchestra risuonano per l’Auditorium. In seguito, a restare in scena ci sono Tamara e sua figlia Kizette. La donna, rientrata dalla festa, si mette all’opera e la figlia cerca di convincerla a riposarsi. È proprio qui che una vita di apparenze lascia il posto al racconto dei sacrifici fatti per arrivare alla celebrità. Tamara, infatti, è una donna che ha sfidato la società moralista dell’epoca e il suo anticonformismo, pagato con violenze domestiche e favori sessuali, purtroppo è una forma mascherata di maschilismo che oggi persiste ancora.

"Siate ciò che volete essere, oggi è una giornata che serve a ricordarci che il rispetto deve essere esserci 365 giorni all’anno". Questo il pensiero rivolto agli studenti dalla dirigente scolastica Maria Grazia Angelini per sensibilizzarli su un tema così importante. Il Polo Liceale “R. Mattioli” di Vasto si conferma ancora una volta un modello di attenzione al diverso, al genere femminile ma soprattutto un modello di educazione a valori come il rispetto.

Lorenzo De Cinque

Guarda le foto

Commenti




 

 
 
 

Chiudi
Chiudi