Morti bianche: per il Vastese 9 vittime in 7 anni. I sindacati chiedono incontro urgente all’Eni - Un triste elenco che si aggiorna annualmente
 
Vasto   Cronaca 06/03

Morti bianche: per il Vastese 9 vittime in 7 anni. I sindacati chiedono incontro urgente all’Eni

Un triste elenco che si aggiorna annualmente

Foto di repertorioUn incontro urgente con la società per fare chiarezza su quanto accaduto. È la richiesta congiunta di Filctem Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil dopo l'incidente sulla piattaforma di estrazione gas dell'Eni al largo di Ancona che è costato la vita all'operaio di San Salvo Egidio Benedetto [LEGGI].

Dopo il lutto si susseguono le prese di posizione delle varie sigle sindacali, "Un incidente molto grave le cui cause dovranno essere accertate con celerità vista la gravità e la particolarità dell’accaduto – afferma la nota congiunta – chiediamo con urgenza un incontro per poter comprendere e verificare tempestivamente l’esatta dinamica e le relative responsabilità. Troppo spesso vediamo, al di là dello specifico caso, che i temi della sicurezza sono tanto ricordati quanto poco oggetto di applicazione".

I PRECEDENTI - La magistratura ora dovrà accertare se ci sono responsabilità nel cedimento strutturale che ha portato la gru a inabissarsi trascinando con sé Benedetto.
Certo è che quella dell'operaio 63enne è solo l'ultima delle morti bianche che hanno colpito il territorio vastese; lavoratori che in alcuni casi hanno perso la vita a centinaia di chilometri di distanza da casa. L'aggiornamento delle stime a ogni nuovo lutto non risparmia il nostro territorio che tra incidenti in zona e lavoratori in trasferta negli ultimi 7 anni ha pianto ben 9 vittime.

Nel giugno 2012 perse la vita a San Salvo Giuseppe Artese, elettricista 44enne caduto dal tetto di un'abitazione in via Stingi dove aveva appena sistemato un'antenna. 
La città fu scossa nuovamente qualche settimana dopo dalla scomparsa dell'indimenticato Michele Mastrippolito, 40 anni, anch'egli elettricista. Il dipendente della Trigno Energy fu investito da una fiammata sprigionatasi da una cabina elettrica durante interventi di manutenzione all'interno della Pilkington; dopo aver superato le prime difficili ore, morirà due giorni dopo, il 15 luglio, al "Cardarelli" di Napoli.

Nell'agosto dello stesso anno, Vasto piange la scomparsa di Maurizio Zanella, assistente capo della polizia stradale. Il 50enne perse la vita in servizio, investito da un'auto mentre (con un collega di San Salvo rimasto ferito) stava segnalando il fumo in carreggiata sul tratto pugliese dell'A14 tra i caselli di Poggio Imperiale e Serra Capriola. Allo sfortunato agente è stata intitolata la caserma del distaccamento di Vasto Sud.

Nel settembre 2013 perde la vita un 29enne di Cupello, Christian Tambelli. Stava lavorando in un campo di Montenero di Bisaccia per la cooperativa Blues Star per la sostituzione di un anemometro quando il palo di ferro si spezzò colpendolo al volto [LEGGI]. 
Il lungo elenco, un anno dopo, tocca nuovamente San Salvo. Il 39enne Antonio De Luca muore in un cantiere della Salerno - Reggio Calabria. Dipendente della Castelfer Carpenterie, De Luca, secondo la ricostruzione dell'Anas, fu travolto da un'armatura in ferro all'interno di una galleria [LEGGI].
Sempre nel 2014, Domenico Mascilli perde la vita mentre tinteggia una parete nei locali sottostanti la chiesa di Vasto di "San Paolo Apostolo". Il 64enne cadde da una scala, per lui i soccorsi furono vani: morì all'ospedale di Teramo dove era stato portato dopo le prime cure al "San Pio".

La buca a Fresa nella quale restò ferito un operaioTre anni fa, era il febbraio 2016, un operaio russo di soli 24 anni muore nella stiva di una nave appena partita dal porto di Vasto; furono fatali le esalazioni velenose che provocarono l'intossicazione anche di altri due lavoratori [LEGGI].
L'ultimo caso prima dell'incidente di ieri si registra nel maggio del 2017: il sansalvese Pasquale Di Vito, di 55 anni, muore a bordo del mezzo con il quale stava eseguendo dei lavori di manuntezione a ridosso dell'A14 in territorio di Casalbordino, per conto della propria ditta, colpito dalla pala meccanica [LEGGI].

A questo elenco andrebbero poi aggiunti gli incidenti dall'esito non fatale: un numero, quello degli infortuni più o meno gravi, la cui entità spesso sfugge alle redazioni giornalistiche e non solo. Per citarne alcuni:
- Fresagrandinaria, gennaio 2016, il dipendente di una ditta esterna che operava per la Sasi viene travolto dal terreno all'interno di una buca [LEGGI].
- San Salvo, settembre 2016, un dipendente comunale cade dal soppalco della scuola di via Sant'Antonio [LEGGI].
- San Salvo, aprile 2017, un operaio resta ferito nel cantiere della nuova palestra di via Ripalta [LEGGI].
- Fresagrandinaria, ottobre 2018, un 38enne sviene, intossicato, all'interno di una cisterna della Temprasud [LEGGI].

Tristi elenchi (ancor più pesanti prendendo in considerazione gli incidenti mortali mentre si raggiunge il proprio posto di lavoro e quelli tra i campi) che testimoniano come ci sia ancora da fare in materia di prevenzione e sicurezza da parte di tutti gli operatori in campo.

di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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