Progetti in Valle Cena, "Il tempo di decidere è ora" - La nota del Comitato Difesa Comprensorio Vastese
 
Cupello   Attualità 20/12/2018

Progetti in Valle Cena, "Il tempo di decidere è ora"

La nota del Comitato Difesa Comprensorio Vastese

Il Comitato Difesa Comprensorio Vastese torna sul recente consiglio comunale di Cupello dove si è discusso del progetto di discarica da 480mila metri cubi. A presentarlo nel maggio scorso (dopo una prima versione ritirata nell'ottobre 2017) è stata la Cupello Ambiente, società che attualmente gestisce la terza vasca del Civeta. Durante l'assise civica, il sindaco Marcovecchio ha parlato di questa vasca in esaurimento [LEGGI] e dell'impossibilità di esprimere un parere contrario "a prescindere" sul nuovo progetto [LEGGI]. Il consiglio ha poi votato all'unanimità l'avvio di un percorso da affrontare insieme alle associazioni e allo stesso comitato.

"Riteniamo positivo – scrivono ora gli attivisti – che si sia discusso del destino di Valle Cena e dei progetti che incombono sul suo futuro e che si sia deciso, all’unanimità, di aprire un'interlocuzione con le forme organizzate della cittadinanza per una discussione e riflessione comuni. Il nostro comitato è pronto, auspicando che questo possa accadere il prima possibile anche perché, al contrario di quel che è stato affermato in alcuni interventi, non c’è bisogno di attendere".

"Il tempo delle scelte su Valle Cena è ora. L’amministrazione comunale di Cupello, così come gli altri attori istituzionali coinvolti e interessati (o che dovrebbero farlo) dagli iter autorizzativi in corso, possono già ora (e, anzi, dovrebbero) attivarsi, approfondire ed esprimersi. Non è ancora finito l’iter della discarica proposta a Furci dalla Vallecena srl. E, mentre si dibatte sulla proposta di Cupello Ambiente, aleggia nell’aria un altro progetto: quello della ditta Cenatech di cui, ad oggi, non si hanno notizie e non è disponibile documentazione alcuna. È il primo punto che chiediamo al Comune di Cupello: informazioni e chiarezza precisa e puntuale su questo finora sconosciuto progetto.

Il consiglio comunaleLa sospensiva dei termini per la consegna delle integrazioni documentali, richiesta e ottenuta da Cupello Ambiente, non azzera ovviamente quanto già esistente e in itinere. Ricordiamo che il primo progetto è dell’anno scorso, che questo attuale è stato presentato 7 mesi fa. E ampia documentazione è già disponibile. Tanto è vero che diverse associazioni hanno presentato osservazioni alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (termine per le osservazioni scaduto 4 mesi fa). E che se la Soprintendenza si è espressa, su qualcosa si deve essere basata. Premesso tutto questo, già adesso, sono sul tappeto alcune questioni fondamentali. E su queste è possibile, anzi ribadiamo doveroso, esprimersi. Ne riportiamo solo alcune per brevità, a titolo esemplificativo:
La Cupello Ambiente è, attualmente, gestore dell’impianto di proprietà del Consorzio Civeta. Il progetto di nuova discarica è invece un'iniziativa squisitamente privata della stessa società. Così facendo di fatto si passerebbe, nel momento in cui questa nuova discarica dovesse entrare in esercizio, ad un passaggio dalla gestione consortile (e quindi pubblica, essendo soci solo ed esclusivamente comuni del territorio) ad una gestione privata. Quindi la continuità del Civeta, su cui ci si è soffermati nel consiglio comunale, non ci sarebbe.
L'area è classificata area vincolata ai fini dell’assorbimento dell’impatto ambientale della discarica dal PRE di Cupello. Una destinazione urbanistica che verrebbe del tutto sacrificata, perdendo quindi la sua funzione connessa alla discarica esistente.
Il Civeta é stato sempre presentato alla cittadinanza non come una discarica, ma come un impianto di compostaggio che aveva intrinseca capacità di portare ricchezza al territorio.
Il torrente Cena, ai sensi della Direttiva europea Acque, è in stato Cattivo e non può sostenere nel suo bacino ulteriori forme di pressione ambientale 
Gli stress e i timori dovuti alla persistenza di cattivi odori, che vanno a incidere notevolmente sulla vita e la salute di chi abita e lavora nell’area. Ricordiamo che anche solo l’esposizione a notevoli cattivi odori è da considerarsi inquinamento e può danneggiare le persone. Esiste al riguardo una discreta giurisprudenza. La Corte di Cassazione il 26 settembre 2012 ha emesso condanna per un impianto autorizzato alle emissioni e che non aveva superato i limiti tabellari di legge, il 5 maggio 2014 il TAR Veneto ha sentenziato che il cattivo odore anche se non è disciplinato in maniera specifica dal legislatore, è da considerarsi una forma di inquinamento atmosferico che può causare pesanti disagi per la qualità della vita e per l’ambiente".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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