"Il Vastese rischia di diventare la pattumiera d’Abruzzo" - Olivieri e Laudazi contro le nuove discariche a Cupello
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Vasto   Politica 04/09/2018

"Il Vastese rischia di diventare la pattumiera d’Abruzzo"

Olivieri e Laudazi contro le nuove discariche a Cupello

Mario OlivieriIl Vastese non deve diventare la pattumiera d'Abruzzo. E' la dura presa di posizione del consigliere regionale Mario Olivieri e del consigliere comunale Edmondo Laudazi (Il nuovo Faro), che entrano a gamba tesa nel dibattito innescato da una delle questioni ambientali che stanno agitando il mondo politico. 

"Leggiamo sui giornali - scrivono in una nota congiunta - le preoccupate affermazioni di Gabriele Marchese e del Sindaco di Monteodorisio, Saverio Di Giacomo, sul velo di opacità che ammanta la gestione delle attività collegate al Consorzio Intercomunale Civeta di Cupello.
Appare singolare che, proprio durante il processo di costituzione dell’Agir (Agenzia Regionale per la Gestione Integrata dei Rifiuti), si debbano registrare le scomposte iniziative che sembrerebbero promuovere, da parte di operatori privati, la costituzione di due nuove discariche, anzi tre, in territori circostanti l’impianto Civeta ed attribuibili tutte a privati che nulla (Impianti Cenatech e Soc. Vallecena) o poco (Cupello Ambiente) hanno a che spartire con le iniziative consortili.

Ci pare che si voglia trasformare nella pattumiera dell’Abruzzo inferiore quello che doveva essere il fiore all’occhiello del comprensorio vastese.

Appare assordante il silenzio degli amministratori comunali interessati ed in particolare del sindaco di Vasto, del sindaco di San Salvo e del sindaco di Cupello che con ben altra forza si dovrebbero difendere le ragioni ed il patrimonio delle proprie collettività. Risulta, infatti, che la stessa gestione commissariale del Civeta si trascini stancamente".

"E’ necessaria, invece - concludono Olivieri e Laudazi - una forte iniziativa finalizzata a superare la gestione commissariale ed a ricondurre nella disponibilità dei soci del Civeta, e quindi dei Comuni interessati, il futuro dell’impianto, salvo che non si pensi di poter gestire questo delicatissimo settore in maniera funzionale ai destini politici degli amministratori interessati piuttosto che delle amministrazioni".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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