"Nel Vastese la cocaina la fa da padrona. Ed è allarme alcolismo" - Il rapporto del Ser.D al convegno su vecchie e nuove dipendenze
 

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Vasto   Attualità 13/10/2017

"Nel Vastese la cocaina la fa da padrona. Ed è allarme alcolismo"

Il rapporto del Ser.D al convegno su vecchie e nuove dipendenze

Vasto, Palazzo d'Avalos: il convegno sulle dipendenze"Nel nostro territorio, la cocaina la fa da padrona", ma è in costante aumento soprattutto l'alcolismo. A lanciare l'allarme è la dottoressa Antonietta Fabrizio del Ser.D. (servizio dipendenze patologiche) di Vasto, nella sua relazione al convegno su "Vecchie e nuove dipendenze. Il ruolo strategico del networking territoriale", che si tiene oggi nella pinacoteca di Palazzo d'Avalos ed è organizzato da Asl Lanciano Vasto Chieti, Comune di Vasto, Prefettura di Chieti e dal Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze sociali dell'Università "d'Annunzio" di Chieti-Pescara.

Al dibattito, moderato da Anna Bontempo, coordinatrice del Ser.D. di Vasto, partecipano esperti del settore e il vice prefetto vicario di Chieti, Luciano Conti. In platea, circa 300 studenti. 

"L'andamento riscontrato negli ultimi 14 anni - spiega la dottoressa Fabrizio - dimostra una crescita della tossicodipendenza sulla costa. Si è, infatti, registrato un incremento del 46%. Questo è dovuto principalmente all'alcol. L'età dei pazienti che si rivolgono a noi è compresa, nella maggior parte dei casi, tra i 34 e i 45 anni. Ma nei fine settimana aumentano le intossicazioni alcoliche degli adolescenti, che finiscono al pronto soccorso. Sono in crescita, inoltre, le richieste di Servizi sociali e genitori per la cannabis tra i minorenni".

Ma non aumentano solo coloro che alzano il gomito. In salita costante anche il grafico delle droghe pesanti, con una tendenza negativa che si va consolidando: "La poliassunzione di sostante stupefacenti. Nel nostro territorio, la cocaina la fa da padrona, assunta tramite inalazione o endovena, come l'eroina. Ma è sempre più difficile trovare gli assuntori esclusivi di eroina. Molto più spesso, invece, curiamo persone che fanno uso di più sostanze". 

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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