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San Salvo   Attualità 27/08/2017

Dentro la diga fantasma: il Trigno
ridotto a un rivolo d’acqua

Paesaggio spettrale nell’invaso. La Pilkington userà le acque nere da martedì

Gli alberi, una volta sommersi, oggi incolori, rendono ancora più spettrale il paesaggio della diga di Chiauci. L'invaso – con una capienza sulla carta di oltre 10 milioni cubi ma che effettivamente ne usa una minima parte – dovrebbe dissetare la costa vastese, i campi della valle del Trigno e la zona industriale di San Salvo. Di, acqua, invece c'è solo un rigagnolo del tutto insufficiente a soddisfare le esigenze di un territorio a cavallo di due regioni. Come annunciato giorni fa dal commissario del Consorzio di Bonifica Sud – che gestisce la diga – da oggi l'erogazione avviene solo con quello che permette il fiume: 80 litri al secondo (da maggio erano 1000).

Il fondo dell'invaso è completamente arido, la terra è spaccata a testimonianza di una siccità che imperversa da tempo, le strutture a servizio della diga sono completamente scoperte. Il Trigno che disegna i confini di Abruzzo e Molise è solo un ruscello. 

Ciò che resta del TrignoNel Vastese si cerca di correre ai ripari come si può. Il sindaco di San Salvo ha attivato il Centro Operativo Comunale per fronteggiare l'emergenza [LEGGI], domani si terrà un incontro operativo con Sasi, Asl, i Comuni di Vasto e Montenero, il Consorzio di bonifica e l'Arap.
Nella zona industriale martedì la Pilkington inizierà a usare le acque nere di scarto provenienti dalla comunità di San Salvo per lasciare a disposizione del consumo umano le maggiori risorse possibili. Questo è reso possibile da una prima depurazione dell'Arap e dalla particolare tecnologia degli impianti del colosso del vetro.
Senza precipitazioni nel breve periodo, la situazione rischia di diventare sempre più critica. 

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di Antonino Dolce (a.dolce@zonalocale.it)

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