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Vasto   Cultura 16/04/2016

Giovedì Rossettiani, Bonino
e il suo rapporto con Calvino

Il prossimo appuntamento sarà dedicato a Leonardo Sciascia

L'incontro con Guido Davico BoninoIl terzo incontro dei Giovedì Rossettiani è all’insegna dell’ironia, dei ricordi di una vita, di quella ‘leggerezza pensosa’ - tutta calviniana - che Guido Davico Bonino, ospite d’eccezione, usa per raccontare la sua esperienza di redattore e poi di Segretario Generale presso la casa editrice torinese Einaudi. Davico Bonino incanta la platea ricordando eventi particolari, spassosi, che sfuggono dalle pagine dei libri di letteratura e che solo gli incontri e i dialoghi vivaci di chi a quegli eventi ha partecipato, le conversazioni serbate nella memoria, le battute sagaci, possono tentare di restituirci.

Ho conosciuto un uomo straordinario. Calvino mi chiamò nel suo ufficio e mi disse, col suo accento ligure: ‘Senta un po’, non è che lei verrebbe a lavorare qui da noi? Ho bisogno di uno che prenda il mio posto all’ufficio stampa’. Io rimasi stupito e dissi: ‘Io non so neanche cosa sia un ufficio stampa’. Da lì iniziò la nostra collaborazione che durò per ben diciassette anni. Anni nei quali sono stato nella stessa stanza di Italo, fianco a fianco, lavorando intensamente: io su una scrivania butterata dalle bruciature di sigaretta - seppi solo molti anni più tardi che quella prima di diventare la mia era stata di Cesare Pavese- e lui di fronte a me seduto sempre di sbieco a scrivere. Italo era instancabile e quando a sera uscivamo dalla Einaudi, se lui non era troppo stanco, passeggiavamo lungo il Po e parlavamo di letteratura nelle trattorie torinesi. Era sempre pronto a consigliarmi un libro, a suggerirmi una lettura”. 

E quando il presentatore della serata, il professore Giovanni Tesio, chiede di raccontare di Calvino come autista, Bonino erompe in una risata dicendo: “Calvino era pessimo come autista. Avevo il terrore di andare in macchina con lui. Svoltava di scatto, le fiancate della sua macchina erano completamente distrutte. Ma era anche una frana a ballare. Io, più giovane di lui, lo portavo nei locali con le ragazze della mia età ma mi faceva fare brutte figure perché pestava continuamente i piedi e le ragazze pensavano fosse matto quando lui faceva qualche battutina imbarazzante”. Negli anni trascorsi alla Einaudi Davico Bonino ha incontrato uomini eccezionali: Natalia Ginzburg, Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Eugenio Montale, Giulio Bollati ,Giulio Einaudi, Norberto Bobbio, Roland Barthes, Vladimir Nabokov e tanti altri. Incontri che ha poi raccolto in un volume dal titolo Incontri con uomini di qualità. Editori e scrittori di un’epoca che non c’è più (Il Saggiatore, 2013). 

L’appuntamento è per giovedì prossimo con Nino De Vita e le sue esperienze siciliane con Leonardo Sciascia.

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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