Stemma di Vasto, Murolo: "La risposta è nell’archivio storico" - Incontro per spiegare le incongruenze tra stemma araldico e Statuto comunale
 
Vasto   Cultura 15/01/2016

Stemma di Vasto, Murolo: "La
risposta è nell’archivio storico"

Incontro per spiegare le incongruenze tra stemma araldico e Statuto comunale

L'intervento del professor Murolo"Non c'è bisogno di certificazioni o pareri esterni, tutto quello che serve si può facilmente trovare tra le eccellenze di questa città, rappresentate dall'Archivio storico e dalla sua preparatissima archivista". Così ieri pomeriggio il professor Luigi Murolo, durante l'incontro per fare il punto sullo "scompiglio" creato dopo che lo stesso professore aveva fatto presente l'incongruenza tra lo stemma cittadino e la blasonatura descritta dallo Statuto comunale. Incongruenza che ha portato l'opposizione in Consiglio comunale a proporre una mozione proprio per chiarire la questione.

Per il professor Murolo, però, c'è ben poco da chiarire, così come sottolineato durante l'incontro di ieri promosso dal professor Davide Aquilano, presidente di Italia Nostra del Vastese. È tutto rilevabile attraverso l'Archivio storico cittadino, dai monumenti di Vasto, a partire dell'arco di Porta Nuova, e dalle "regole" relative agli stemmi araldici, così come codificato nelle Tesserae gentilitiae del gesuita Silvestro da Pietrasanta, tra cui la fondamentale per cui vicino a un "colore" non può andare un altro "colore", ma necessariamente un "metallo".

Tanto basta, pur senza citare l'affascinante excursus illustrato durante la serata, impossibile da condensare in forma di articolo, per comprendere come la descrizione presente ne La storia di Vasto di Luigi Marchesani - da cui lo statuto ha tratto la blasonatura dello stemma - sia completamente errata. Come ricordato dal professor Murolo, infatti, tale blasonatura contempla un colore "aureo" che non potrebbe stare di fianco a un altro "colore", come il rosso. Nella prima blasonatura di cui esiste "traccia grafica" (le memorie di Giuseppe De Benedictis), infatti, i quattro quarti sono divisi in rosso (colore) e argento (metallo), quest'ultimo normalmente reso graficamente come bianco, come in effetti è lo stemma di Vasto.

In sostanza, quindi, lo stemma - così come lo conosciamo - è giusto; l'incongruenza è stata infatti creata dallo Statuto comunale, che ha ripreso una blasonatura errata dalla Storia di Vasto di Marchesani. Per Murolo, comunque, tutto quello che serve per correggere l'incongruenza si trova nell'Archivio storico, dove - tra gli altri preziosi documenti - c'è la "certificazione" necessaria, ovvero il timbro, perfettamente aderente alle regole dell'araldica (pur con una imprecisione per quando riguarda l'indicazione "romanum municipium" che - come spiegato dal professor Murolo - sarebbe dovuto essere "municipio romanorum") su un documento del 1816, firmato dall'allora sindaco Antonio Ricci.

In conclusione "l'oro" della blasonatura dello Statuto pare non esista da nessuna parte, se non nell'indicazione errata ne La storia di Vasto, né potrebbe esistere, secondo le regole dell'araldica. Mentre i documenti per correggere l'errore nello statuto sono già tutti a disposizione degli uffici comunali.

di Natalfrancesco Litterio (n.litterio@zonalocale.it)

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