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Vasto   Ambiente 25/07/2015

Fanghi nel terreno, testimoni
e analisi scagionano Scurti

Il direttore del Coniv era finito in carcere nel 2010

foto repertorioNotizie positive dal processo per il vastese Elio Scurti, direttore tecnico del Coniv, nell'ambito dell'inchiesta Open Gates. Nel dicembre 2010 Scurti era finito in carcere con l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti. Sotto accusa lo spandimento dei fanghi su un terreno di oltre 200 ettari in Molise, autorizzato da Scurti in quando direttore del Coniv. Ma, in seguito alle analisi incrociate e sentiti anche due carabinieri del Noe di Campobasso, il maresciallo Roberto Murazzo e il suo collega Dante Delfino, nelle operazioni compiute in Molise non ci fu nessun inquinamento ambientale, come ribadito nelle udienze del 19 giugno e del 17 luglio. 

Gli avvocati difensori Franco Giampietro e Fabio Giangiacomo hanno spiegato come "dall'istruttoria dibattimentale non è emerso alcun inquinamento ambientale. Non sono stati riscontrati nè danni all'ambiente o alle coltivazioni, nè alcun pericolo per la salute pubblica". A queste conclusioni, oltre che attraverso le testimonianze, si è arrivati con le analisi dei fanghi eseguite da Arpa Molise, Arpa Marche e Arpa Umbria. Per questo, l'accusa nei confronti di Scurti, che aveva autorizzato la produzione di fanghi destinati all'uso in agricoltura ritenuti in prima istanza nocivi per l'ambiente e la salute pubblica, è destinata a cadere restando fuori dal giudizio.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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