Frecce Tricolori, Mirco Caffelli: nei cieli con passione e dedizione - L’intervista al capoformazione della PAN alla vigilia dell’Air Show
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Vasto   Personaggi 02/07/2015

Frecce Tricolori, Mirco Caffelli:
nei cieli con passione e dedizione

L’intervista al capoformazione della PAN alla vigilia dell’Air Show

Il maggiore Mirco CaffelliDomenica 5 luglio le Frecce Tricolori torneranno a solcare il cielo di Vasto. Un appuntamento atteso e che non mancherà di suscitare grandi emozioni con le esibizioni acrobatiche che culmineranno nell'esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Il programma [clicca qui]

Alla vigilia dell'arrivo della PAN nell'aeroporto di Pescara, dove farà base in questi giorni, grazie alla cordiale disponibilità dell'ufficio relazioni esterne della PAN, abbiamo intervistato il maggiore Mirco Caffelli, capoformazione delle Frecce Tricolori. Entrato in Accademia Aeronautica nel 1997, il 37enne di Viadana ha ricoperto nelle Frecce Tricolori i ruoli di Pony 7 e Pony 2 prima di assumere quello di Pony 1 a bordo dell'areo che viaggia in testa alla formazione degli Aermacchi MB-339OPAN.

Le Frecce Tricolori tornano a Vasto dopo due anni. La “prima volta” ha suscitato grande emozione in chi ha visto l’esibizione. Quali sono le sensazioni che accompagnano un secondo appuntamento nello stesso luogo?
Tornare a Vasto per una seconda manifestazione, rappresenta per noi un’ulteriore occasione per godere dell’ospitalità della vostra terra e dell’entusiasmo del vostro pubblico. Tuttavia, dal punto di vista tecnico, per noi ogni manifestazione è a sé stante e necessita pertanto della massima concentrazione pur trattandosi di un luogo “già conosciuto”. 

Come vi preparate nei giorni che precedono un’esibizione?
La stagione delle Frecce Tricolori è densa di esibizioni in Italia ed all’estero che vedono impegnato il 313° gruppo quasi ogni fine settimana, da maggio a fine settembre. È facile, quindi, intuire che il grosso della preparazione viene curato durante l’addestramento nel periodo invernale. Prima di un’esibizione si curano i dettagli tecnico logistici che vanno dalla preparazione dei velivoli grazie al minuzioso lavoro degli specialisti, allo studio dell’area in cui si andrà ad operare; normalmente il giorno antecedente l’esibizione infatti, viene eseguito un volo di prova proprio per familiarizzare con i riferimenti al suolo e/o in mare. 

Quella delle Frecce Tricolori è una storia che taglia il traguardo dei 55 anni di attività con una fama senza confini. Come vivete il rapporto con la gente, l’entusiasmo che vi accompagna, la popolarità, aspetti certamente non “abituali” per la vita di un militare?
Le Frecce Tricolori sono nate il 1° marzo 1961 e da allora hanno il compito di rappresentare non solo la capacità tecnica dell’Aeronautica Militare ma l’insieme dei valori che contraddistinguono gli uomini e le donne della nostra Forza Armata. La passione e l’entusiasmo del nostro pubblico ci riempiono di orgoglio, lo stesso orgoglio che proviamo quando stendiamo nei cieli di tutto il mondo il tricolore più lungo d’Italia. 

Le Frecce TricoloriNel volo acrobatico credo si esprima al massimo il rapporto uomo-macchina. Come si gestisce un lavoro che curi nei minimi dettagli l’efficienza dei mezzi e l’addestramento dei piloti? C’è un aspetto che prevale sull’altro?
Il segreto consiste nel gestire tutto con tanta passione, professionalità e dedizione. Personalmente, credo che lo spirito che muova ogni singolo uomo e donna non solo delle Frecce Tricolori, ma di tutta l’Aeronautica Militare si basi proprio su questi solidi pilastri. Efficienza dei velivoli e preparazione dei piloti viaggiano su un unico binario inscindibile: l’uno non può fare a meno dell’altro e lavorano in perfetta sinergia per operare efficacemente ed in sicurezza. 

A Vasto ci sarà in mostra la riproduzione dello SVA-5, veivolo che ha segnato la storia dell’aviazione italiana. Avrà modo di visitare l’esposizione?
Gli aerei storici e le imprese che state fatte agli albori dell’invenzione del mezzo aereo sono una delle mie più grandi passioni. Pertanto che mi ritaglierò volentieri il tempo necessario per ammirare lo sva-5, una delle pietre miliari nella storia dell’aviazione italiana dal famoso volo su Vienna, all’impresa del volo di 18.000 km Roma-Tokio, traguardi difficilmente pensabili per aerei dell’epoca.

Nel 2013 avevamo incontrato sulla pista di Pescara Jan Slangen, comandante delle Frecce Tricolori [ARTICOLO e FOTO]

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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