Vasto, 1° maggio tra musica e un messaggio di pari opportunità - In piazza Pudente musica e riflessioni con il messaggio di Emy D’Ortona
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Vasto   Eventi 02/05/2015

Vasto, 1° maggio tra musica
e un messaggio di pari opportunità

In piazza Pudente musica e riflessioni con il messaggio di Emy D’Ortona

I funk up quartetUn 1° maggio tra musica, gusto e riflessioni è quello che ha visto svolgersi a vasto l'evento organizzato da Vasto Viva, Condotta Slow Food del Vastese e Officina dei Sogni, con la collaborazione di Consulta giovanile di Vasto, Confesercenti e La famiglia Casalese ed il patrocinio del Comune di Vasto. Sul palco di piazza Pudente si sono alternate ben cinque formazioni musicali di vari generi, tutte formate da musicisti del territorio: Bluster of peace [FOTO], Funk up Quartet [FOTO], Footlights, Jaf Bomb [FOTO], Joyville. 

Nell'area del concerto erano anche presente stand gastronomici con prodotti tipici a chilometri zero (o poco più) curai da Slow Food del Vastese. Durante la serata, condotta da Francesco Del Viscio, c'è stato tanto spazio per la musica e per la lettura di brani e riflessioni legate alla giornata del 1° maggio e anche la presentazione dell'idea per la realizzazione di un coworking in città. "Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dell'evento - commenta Angelo Bucciarelli di Vasto Viva - in particolare le associazioni giovanili, le band e il Comune di Vasto che ci ha concesso il patrocinio. Quella che si è creata per questo primo maggio è stata una interessante collaborazione tra più realtà associative a favore dell'intera comunità".

Tra le varie riflessioni incentrate sul tema del lavoro riportiamo quella di Emy D'Ortona, con la presentazione di Patrizia Angelozzi: Bilingue (italiano-tedesco),  in cerca di occupazione, neo-scrittrice e neo-frequentatrice del corso di scrittura creativa presso l’università della Tre Età di Vasto. Interessi: scrittura, lettura, attualità, musica, politica e cronaca. Molto amante degli animali e non vedente".

Il mio ‘punto di vista’
Pari Opportunità: pari o dispari?
di Emy D'Ortona
46%, 63%, 72%...No, non stiamo giocando a bingo e  non è nemmeno un’estrazione del lotto, sono i dati dell’occupazione femminile italiana messi a confronto con quella maschile, paragonata a sua volta,  con la percentuale dell’occupazione delle donne svedesi, c’è solo da nascondere la testa sotto la sabbia per la vergogna. 

Vi è capitato di vedere la pubblicità sulla parità di genere trasmessa qualche  tempo fa in tv? Be’, a quanto pare, non ha avuto un gran riscontro, considerando i dati sopra riportati. Sarebbe di gran lunga più soddisfacente per una donna essere assunta e pagata in base alle proprie capacità e non perché una legge prevede che il numero uomo-donna debba  essere pari. Ma davvero si può parlare di parità quando un evento meraviglioso come la maternità costituisce ancora oggi un ostacolo all’avvio o al proseguimento della carriera femminile?  Un altro fattore che penalizza le donne è la bassa retribuzione, anche perché se dovessimo valutare il lavoro effettivo che una donna svolge durante tutto l’arco di una giornata, non troveremmo una somma equa.     

Ma cosa s’intende esattamente con l’espressione “pari opportunità” e quali categorie riguarda?  

Qualsiasi motore di ricerca alla voce “pari opportunità” riporta: "le pari opportunità sono un principio giuridico inteso come assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale o politico".

Ma, come mai ci sono pagine e pagine di teorie sull’argomento e poi la messa in pratica di questo principio così fondamentale sembra essere un’impresa ciclopica? Prendiamo come esempio i disabili. Davvero, viene data loro l’opportunità di partecipare attivamente alla vita sociale e lavorativa? La risposta è no. Oltre alle barriere architettoniche, incontrano ostacoli morali, istituzionali e culturali, in quanto non esistono  percorsi concreti per valutarne e potenziarne le abilità facendoli divenire una risorsa e non un peso per la società. 

La disparità di opportunità crea una società disperata.

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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