Sant’Onofrio, incontro per trovare una soluzione in extremis - Nei prossimi giorni vertice tra il presidente Asp e il sindaco di Vasto
 

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Vasto   Cronaca 11/04/2015

Sant’Onofrio, incontro per trovare
una soluzione in extremis

Nei prossimi giorni vertice tra il presidente Asp e il sindaco di Vasto

Casa di riposo Sant'OnofrioSi cerca una soluzione per evitare in extremis la chiusura della casa di riposo Sant'Onofrio di Vasto. Nei prossimi giorni il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, incontrerà il presidente dell'Asp (Azienda pubblica di servizi alla perona) di Chieti-Pescara-L'Aquila, Dario Recubini, per discutere del problema e trovare una via d'uscita insieme al responsabile dell'ente che fa capo all'assessorato regionale alle Politiche sociali, retto da Marinella Sclocco.

Polemiche - "Dallo studio attento della ordinanza numero 144, pubblicata ieri, 10 aprile 2015,  ad oggetto: Chiusura della struttura casa di riposo Sant'Onofrio e ordine di trasferimento di eventuali ospiti ancora presenti all'interno della struttura si evince - commenta l'avvocato Angela Pennetta dell'associazione Nuova Alba - che il sindaco, a fronte di difficoltà di bilancio del Comune, ha richiesto l'intervento economico della Regione, richiesta che è rimasta priva di riscontro".

"Nessuno deve rimanere indietro", afferma Pietro Smargiassi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. "È di ieri l'ordinanza del sindaco di Vasto di chiusura di una residenza storica ove, da sempre, anziani e persone meno fortunate trovano accoglienza, un pasto e un tetto.
Noi non accettiamo che, per una mera questione economica tutto finisca attraverso un freddo pezzo di carta.

Stamattina io e il Senatore Castaldi ci siamo recati nella struttura, senza alcun preavviso.
Abbiamo trovato sguardi indifesi, calore umano, occhi curiosi simili a quelli di bambini, ma anche tanta umanità, pulizia, ordine cura e affetto verso queste persone da parte del personale.
Quaranta sette persone trovano alloggio e cure tra quelle mura. Un anziano, l'unico maschio, si occupa tra le altre cose di tenere pulito lo spazio esterno, cura l'orto, si occupa delle piccole manutenzioni.

Un piccolo angolo di paradiso in terra. Rimane una casa per anziani, certo, ma molto meglio di tante altre. Non sarà mica questo il problema?
Noi non li abbandoniamo. Ci siamo impegnati a trovare una soluzione che possa aiutarli".

Secondo Massimo Desiati, Andrea Bischia, Etelwardo Sigismondi, Davide D'Alessandro e Nicola Del Prete, consiglieri comunali d'opposizione, " le responsabilità di quanto sta accadendo è tutta e per intero dell’amministrazione comunale e della maggioranza in Consiglio comunale Fu l’opposizione a lanciare l’allarme circa l’inderogabile necessità di intervenire subito per evitare la chiusura del Sant’Onofrio. Nel settembre 2014, presentammo un emendamento al Programma triennale dei lavori pubblici per la manutenzione straordinaria e messa a norma della casa di riposo Sant’Onofrio per un importo di 300mila euro, la proposta fu bocciata dalla maggioranza perché, ci fu detto, sarebbe intervenuta la Asp, la Asl, la Regione e chissà chi altri ed in aula il sindaco s’inalberò persino nei confronti di chi, fin da allora, metteva in dubbio tale eventualità. L’opposizione, in agosto, presentò un ordine del giorno in Consiglio in cui si impegnava l’amministrazione a prevedere, nel redigendo bilancio di previsione, le somme necessarie per l’adeguamento della struttura e per la sua messa a norma e di affidare agli Uffici tecnici comunali l’incarico per la progettazione dei lavori di adeguamento ai previsti parametri di legge, ma fu bocciato dalla maggioranza. Oggi lo stesso sindaco è costretto a firmare l’ordinanza di chiusura ed a poco servono le lacrime di coccodrillo del presidente Forte. Lunedì 13, andrà in discussione in Consiglio il nuovo bilancio di previsione, si provveda immediatamente ad emendarlo nel senso di reperire l’importo necessario per eseguire i lavori sulla struttura".

"Questa vicenda - sostiene Stefano Moretti, portavoce locale dell'Associazione antimafia Abruzzo - testimonia ulteriormente il degrado in cui versa Vasto da vent'anni, in cui i cittadini hanno dato il loro consenso alla classe politica non per meritocrazia, ma chiedendo favori in cambio. Ora stiamo ne stiamo pagando le conseguenze. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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