Razionalizzazione uffici postali, un aiuto dal Consiglio di Stato - Una sentenza potrebbe aiutare i comuni contrari al piano di Poste Italiane
 

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Vasto   Attualità 16/03/2015

Razionalizzazione uffici postali,
un aiuto dal Consiglio di Stato

Una sentenza potrebbe aiutare i comuni contrari al piano di Poste Italiane

Posta Italiane"La Regione Abruzzo ha rappresentato la mozione approvata in Consiglio regionale, che impegna l’esecutivo a sostenere i comuni interessati in questa trattativa e, come da richiesta di Anci Abruzzo, della disponibilità dei propri uffici legali a supporto delle esigenze di carattere giuridico amministrativo dei Comuni per la gestione dell’iter di attuazione del piano. Il tavolo resta aperto e il prossimo 20 marzo il direttivo regionale di Anci affronterà con i comuni interessati le ulteriori iniziative da intraprendere tenendo conto anche della recente sentenza del Consiglio di Stato dell’11 marzo 2015 che, proprio nelle motivazioni, mette in discussione i criteri di applicazione della delibera di Agicom a base del Piano di razionalizzazione".

È il sindaco di Vasto e presidente regionale dell'Anci, Luciano Lapenna, a illustrare gli esiti dell'incontro di ieri a L'Aquila, richiesto da Anci Abruzzo con Poste Italiane, con la partecipazione di Regione Abruzzo, insediando il tavolo di concertazione regionale, deciso in sede nazionale, sul piano di razionalizzazione degli uffici del territorio. All’incontro hanno preso parte il presidente dell'Anci Abruzzo, Luciano Lapenna, il responsabile della segreteria della Presidenza della Giunta regionale Claudio Ruffini, la responsabile Area Centro (Abruzzo - Lazio - Sardegna) Poste Italiane, Tiziana Morandi, e una delegazione di sindaci dei comuni interessati al provvedimento.

Uno spiraglio, dunque, dalla sentenza del Consiglio di Stato che, come ricorda Lapenna citando Il sole 24 ore, valuta nei criteri di valutazione "oltre alle distanze, anche l'effettiva percorribilità della strada principale e di quella secondaria, le cui condizioni sono risultate disagevoli. Infatti, secondo il Consiglio di Stato, l'espressione 'accessibilità al servizio' utilizzata dal Dm 'non può prescindere dall'effettiva e normale percorribilità delle strade di accesso agli uffici postali in termini di reale e conveniente fruibilità da parte dei cittadini, non solo le strade devono essere percorribili in condizioni di sicurezza materiale, ma devono essere altresì servite da mezzi pubblici, in maniera che l'accesso non sia condizionato dalla disponibilità di mezzi privati'. La seconda considerazione, che trova fondamento anche in altre pronunce favorevoli ai Comuni, riguarda le motivazioni su cui è basata la chiusura dell'ufficio postale, che nel caso specifico ha avuto riguardo al solo profilo economico e gestionale. Poste Italiane, adombrano i giudici, non può fare spending review sulle spalle dei piccoli Comuni, determinando disservizi e disagi soprattutto alla popolazione anziana e a quella priva di strumenti tecnologici, perché le chiusure devono tenere conto della dislocazione degli uffici postali, con particolare riguardo alle aree rurali e montane, ma anche delle conseguenze che la relativa presenza produce sull'utilità sociale".

Per Lapenna, dunque, quello di ieri rappresenta "un incontro utile a mettere a fuoco e a rappresentare i disagi e le difficoltà che si produrrebbero con l’attuazione del piano per le popolazioni interessate, in particolare quelle dei comuni delle aree montane e rurali dell’Abruzzo. Abbiamo chiesto di fermare il provvedimento e fornirci i criteri che sono determinanti a generare la necessità e la modalità di razionalizzazione. Si tratta di evitare una ulteriore riduzione del servizio postale rispetto a quanto già avvenuto negli anni passati e in questo particolare momento di difficoltà socio economica, togliere ulteriori servizi dello Stato, in quanto comunque di interesse pubblico in territori già disagiati, sarebbe controproducente per l’intero sistema territoriale regionale. Poste Italiane, prendendo atto delle argomentazioni dell'Anci ha dichiarato di trasferire quanto registrato nell’incontro ai vertici aziendali. Al termine delle riunioni dei tavoli, che si stanno svolgendo in questi giorni in tutte le regioni, torneranno a riunirsi di nuovo Anci Nazionale, Conferenza Stato Regioni e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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