"Emanuele, sei stato la nostra luce e resterai la nostra luce" - L’ultimo saluto al 18enne vastese scomparso in un tragico incidente
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Vasto   Cronaca 08/01/2015

"Emanuele, sei stato la nostra
luce e resterai la nostra luce"

L’ultimo saluto al 18enne vastese scomparso in un tragico incidente

Palloncini in cielo all'uscita dalla chiesa"Sei stato la nostra luce e resterai la nostra luce". Sono le commose parole di una docente del Mattei a racchiudere il senso del messaggio d'addio ad Emanuele Pietropaolo, 18enne vastese scomparso dopo un tragico incidente in moto lo scorso 5 gennaio. Centinaia le persone che hanno riempito la chiesa di Santa Maria Maggiore, dove don Domenico Spagnoli, insieme a don Decio D'Angelo, don Massimo D'Angelo e don Tommaso Di Stefano, ha celebrato il funerale del giovane. Nella sua omelia il parroco ha cercato di offrire alla famiglia e ai tanti giovani presenti parole di conforto. "Vogliamo ricordare il suo sorriso contagioso, il suo contagio nell'accendere la vita - ha detto don Spagnoli parlando di Emanuele -. Se oggi siete così numerosi è per dire a Emanuele noi ti abbiamo amato, tu resterai sempre nei nostri cuori". Lacrime silenziose accolgono le parole di don Domenico che aggiunge, "Non chiedetemi perchè Emanuele è morto. Chiedetemi, perchè è vissuto? È vissuto per accendere la vita, per farvi vedere la sua generosità sovrabbondante, per farvi capire la bellezza dell'amicizia".

Il sacerdote rivolge le sue parole ai giovani, ai compagni di scuola di Emanuele, ai suoi amici, a quelli che con lui condividevano tante passioni, quelli del Milan Club, della Legione d'Avalos, dell'associazione Mare Nostrum. "Emanuele oggi ci costringe a riflettere tutti su come stiamo portando avanti la nostra vita, ricordandoci che dobbiamo fare della nostra vita un dono. Emanuele ha provato a farlo nei suoi 18 anni di vita. E quello che non abbiamo potuto dirgli arriva oggi a lui con la nostra preghiera di suffragio".

L'arrivo del feretro in chiesaPrima della conclusione della celebrazione sono le parole degli amici a ricordarlo. Viene letta la preghiera di San Gregorio Nazianzieno, che recita "Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei creatura finita" poi le parole del suo compagno di banco che esprimono i sentimenti della sua classe, dei docenti, di tutta la scuola. "È difficile pensare che i magnifici momenti vissuti insieme non ci saranno più". Con la voce incrinata dalla commozione il suo amico aggiunge "abbiamo un motivo in più per sorridere, pensando al suo sorriso gioviale e affettuoso. Sei un ragazzo che con un sorriso era vicino a tutti nei momenti di bisogno, riuscivi a rassenerarci nei momenti di difficoltà a scuola". Per la mitica 5ª A meccanica del Mattei resteranno "indimenticabili la tua risata, il tuo look e le tue battute. Non ti vedremo più entare ma sarai sempre lì, al primo banco, accanto a me, a sorriderci". Lo ricorda come "meraviglioso, luminoso, accogliente", la professoressa Di Risio. "La ragione non ci permette di comprendere, i sentimenti ci aiutano. Ieri sera, guardando il cielo stellato, ti abbiamo visto come stella più luminosa. Eri un ragazzo pieno di stile, elegante, pieno di vita. Sei stato la nostra luce e resterai la nostra luce". All'uscita della bara bianca dalla chiesa, seguita dai genitori, dai fratelli, dalla sorella, dai suoi parenti, si alzano i cielo i palloncini bianchi, quelli rossi e neri per ricordare la passione per il Milan, e le note di Vivere, di Vasco Rossi. "Vivere e sorridere e sorridere dei guai proprio come non hai fatto mai e pensare che domani sarà sempre meglio". Poi un lungo applauso che libera le emozioni delle tantissime persone presenti e poi di nuovo un composto silenzio, per accompagnare Emanuele nel suo ultimo viaggio.

 

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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