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Vasto   Cronaca 09/10/2014

Assalto al portavalori, 2 imputati
ottengono gli arresti domiciliari

Processo in corso, si attenua la misura restrittiva per i 2 presunti basisti

Si attenua la misura cautelare per due imputati del processo sull'assalto al portavalori avvenuto il 19 dicembre 2012 sul tratto vastese dell'autostrada A14. Passano dalla custodia cautelare in carcere ai domiciliari Cono Surace e Simone Di Gregorio, entrambi residenti a San Salvo, accusati di essere basisti del commando che assaltò il furgone della società Aquila di Ortona.

La rapina - Il tratto dell'A14 compreso tra i due caselli di Vasto fu messo a ferro e fuoco il 19 dicembre 2012. La banda, a bordo di tre automobili, bloccò il traffico sulla corsia sud, che fu disseminata di chiodi a 5 punte. I rapinatori crivellarono di colpi il blindato, costringendo le guardie guirate a fermarsi e a sdraiarsi a terra, disarmandole.

Poi, con le segne circolari, aprirono il furgone come una scatola di tonno, prelevando 600mila euro e 3mila franchi svizzeri. Quindi ripartirono a tutta velocità. Una volta giunti all'altezza di contrada Villaggio Siv, bruciarono le auto e scavalcarono la recinzione.

Ma qualcosa, a quel punto, deve essere andato storto, perché i rapinatori furono costretti a fermare le prime auto che passavano sulla strada provinciale, facendo scendere gli automobilisti e fuggendo a bordo di esse fino al punto di ritrovo, un garage di San Salvo, da cui fuggirono alla massima velocità a bordo di un furgone verso la Puglia.
A distanza di poche ore, i carabinieri eseguirono i primi due arresti. Gli ultimi due lo scorso 18 giugno. Nove persone in tutto: sette avrebbero compiuto l'assalto e due avrebbero svolto il ruolo di basisti.

Due indagati, Vincenzo Costantino e Matteo Morra, sono stati condannati nei mesi scorsi con rito abbreviato a 16 e 13 anni di reclusione. 

I domiciliari - Il processo è in corso dinanzi al Tribunale di Vasto, composto dal presidente, Italo Radoccia e dai giudici a latere, Fabrizio Pasquale e Michelina Iannetta. Il collegio giudicante ha attenuato la misura restrittiva per Surace e Di Gregorio. "Riteniamo - affermano gli avvocati difensori, Giovanni e Antonino Cerella - che sussista la possibilità di derubricare l'accusa a favoreggiamento, che comporterebbe, in caso di condanna, la pena massima di due anni. I nostri assistiti sono in custodia cautelare già da un anno e mezzo".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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