Sindaci al voto: Lapenna eletto presidente regionale dell’Anci - Associazione nazionale dei comuni italiani, oggi urne aperte
 

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Vasto   Politica 08/10/2014

Sindaci al voto: Lapenna eletto
presidente regionale dell’Anci

Associazione nazionale dei comuni italiani, oggi urne aperte

Luciano Lapenna (al centro) insieme ai sindaci di Lanciano, Mario Pupillo (a sinistra) e Avezzano, Giovanni Di Pangrazio (a destra)

19.30 - L'Associazione Nazionale Comuni Italiani, riunita in assemblea in data odierna a Chieti Scalo presso la sede della Camera di Commercio di Chieti, ha scelto a unanimità l'attuale Sindaco della Città del Vasto Luciano Lapenna. 

"Sono onorato di poter rappresentare gli oltre 300 sindaci della Regione Abruzzo, ringrazio, quindi, tutti coloro che hanno riposto in me la loro fiducia e che mi hanno permesso di raggiungere questo prestigioso traguardo -  sottolinea Luciano Lapenna - lavorerò con impegno, responsabilità e senso del dovere, portando in dote le mie esperienze amministrative e la mia competenza, affinché l'ANCI - Abruzzo possa crescere e prosperare in favore di tutti gli associati e di tutta la regione Abruzzo".

La vigilia del voto. Luciano Lapenna in pole position per diventare da oggi presidente regionale dell'Anci, associazione nazionale dei comuni italiani. Il sindaco di Vasto è candidato alle elezioni per il rinnovo della presidenza e del collegio dei revisori dei conti.

Urne aperte: i sindaci di tutta la regione scelgono chi sarà il loro coordinatore.

Il nuovo presidente subentrerà ad Antonio Centi, sindaco dell'Aquila negli anni Novanta e da un decennio a capo dei Comuni abruzzesi.

L'assemblea e il successivo voto di tengono nella sede della Camera di Commercio a Chieti Scalo.

Hanno diritto al voto 305 primi cittadini di altrettanti Comuni abruzzesi così ripartiti per provincia: L'Aquila 108, Chieti 104, Teramo 47 e Pescara 46.

Altro fronte politico è quello della Provincia. Un fronte su cui lo scontro politico è aspro da molti giorni.

Province: riforma, ma non abolizione - Le Province trasformate in unioni di Comuni, i Consigli provinciali diventano assemblee di sindaci e pubblici amministratori senza stipendio. Rappresentanti eletti non dal popolo, ma attraverso le elezioni di secondo livello, cioè da sindaci e amministratori di tutti i Comuni della stessa Provincia. Con le votazioni del 12 ottobre, entra di fatto in vigore la riforma, che non ha abolito le province, ma ha solo tagliato gli stipendi dei politici.  

In Abruzzo i dipendenti delle Province sono 700, in tutta Italia 60mila.

In Abruzzo verranno rinnovate le amministrazioni provinciali di Pescara, Chieti e Teramo. L'Aquila, vista la proroga a causa del terremoto, voterà il prossimo anno.

Un solo vastese - Il Partito democratico di Vasto ha rinunciato a presentare un proprio candidato. L'unico vastese nella lista a sostegno di Mario Pupillo (sindaco di Lanciano e candidato presidente per il centrosinistra) è Gabriele Barisano del Partito socialista.

"Vasto, secondo comune della provincia per numero di abitanti, ha un unico candidato presente in lista: Gabriele Barisano", ribadisce una nota del Psi, che invita gli amministratori comunali del Vastese aventi diritto al voto a sostenere Barisano. "Si tenga presente che non sono rappresentate neanche realtà del territorio come San Salvo, Cupello, Monteodorisio, solo per citare i più vicini e popolosi. Riteniamo che la città e il territorio limitrofo non possano non avere un rappresentante nel prossimo consiglio provinciale; le attribuzioni della riforma e le competenze in capo alle Province, prevedono un ruolo decisivo e determinante dell’ente per lo sviluppo del nostro territorio".

"Non andiamo a votare" - Massimo Desiati e Andrea Bischia, consiglieri comunali di Progetto per Vasto, diserteranno le urne: "Le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale e del suo presidente si svolgono nel più completo silenzio e non coinvolgono minimamente la cittadinanza vastese. A votare e ad a poter essere votati, infatti, sono soltanto i consiglieri comunali ed i consiglieri provinciali uscenti, come se soltanto loro detenessero il diritto di elettorato attivo e passivo per la formazione di un organismo istituzionale pur teoricamente chiamato a sovrintendere agli interessi di tutti". 

Secondo Desiati e Bischia, "il costante impoverimento delle risorse finanziarie gestite dalla Provincia ed il lento depauperamento delle competenze amministrative rendono la sua azione pressoché invisibile sul territorio ed i nuovi organismi assembleari e di governo hanno il solo scopo di tramandare rendite di posizione per i partiti".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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