Un convegno sui trabocchi con importanti relatori - Organizzato dalla Società di Storia Patria di Vasto, con il patrocinio del Comune
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Vasto   Attualità 27/09/2014

Un convegno sui trabocchi
con importanti relatori

Organizzato dalla Società di Storia Patria di Vasto, con il patrocinio del Comune

I relatori durante il convegnoE’ stato molto interessante il convegno, organizzato, giovedì 25 settembre 2014, presso la Sala “Vittoria Colonna” di palazzo D’Avalos, dalla Società di Storia Patria di Vasto, con il patrocinio del Comune, sul tema “I trabocchi dell’Adriatico abruzzese – storia, degrado, salvaguardia”.

Dopo il saluto della Presidente, prof.ssa Gabriella Izzi Benedetti, davanti ad un pubblico attento ha preso la parola il prof. Luigi Marino, docente di Restauro architettonico all’Università di Firenze. L’illustre relatore ha spiegato innanzitutto il significato del termine “trabocco”, tracciando, poi, la diversità tra i trabocchi dell’Adriatico e quelli presenti nel mondo (in particolare nel Vietnam). Ha ricordato, quindi, il trabocco del turchino, citato da D’Annunzio nel “Trionfo della Morte” a forma di ragno.

Marino è stato molto critico sulla tendenza di utilizzare i trabocchi come ristoranti, stravolgendone l’identità. Ha, infine, insistito sul fatto che il trabocco va curato e ripulito di anno in anno. E’ seguito l’intervento dell’arch. Paola Barone, la quale ha presentato un
tracciato molto tecnico sulle strutture dei trabocchi, sulla loro diversità (mettendo a confronto quelli dell’Abruzzo e del Molise e quelli del Gargano) e sui sistemi di impianto che rendono queste costruzioni per la pesca così longeve e funzionali.

Il terzo relatore, lo scrittore Tito Spinelli, partendo da un suo romanzo ambientato nel mondo dei trabocchi, ha parlato della psicologia dei “traboccari” ed ha ricordato episodi della sua infanzia a contatto con questi uomini di mare. Le relazioni di Marino e di Barone sono state corredate da video, foto e grafici. In sala sono stati esposti alcuni modellini di trabocchi, realizzati
da Giuseppe Fiore.

 

Luigi Medea

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