Sbloccati i fondi dopo la protesta dei lavoratori sul tetto del Cotir - Questa mattina i dipendenti hanno alzato il livello della protesta
 

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Vasto   Attualità 14/04/2014

Sbloccati i fondi dopo la protesta
dei lavoratori sul tetto del Cotir

Questa mattina i dipendenti hanno alzato il livello della protesta

I lavoratori sul tetto

Sembra aver avuto l'effetto sperato la protesta dei lavori del Cotir di Vasto. Qualche minuto fa l'assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo ha comunicato che il Presidente della Regione Gianni Chiodi ha firmato il documento che sblocca i fondi in favore dei Centri di ricerca per un importo totale di 660.000 euro, relativi al bilancio di previsione 2014. "La Determina era stata già preparata dalla Direzione Politiche agricole – spiega Febbo – ed era ferma in Ragioneria. Ora finalmente è stato superato lo stallo e posso rassicurare che mercoledì il mandato di pagamento sarà in banca e si potrà così procedere al pagamento degli stipendi dei dipendenti del Cotir". 

Si tratta dei fondi che, come ricordato dai dipendenti nella mattinata, serviranno a pagare alcune delle mensilità arretrate. Resta comunque una nube di incertezza sul futuro dei dipendenti del centro di ricerche vastese.

La mattinata. Da questa mattina una decina dei lavoratori del Cotir di località Zimarino a Vasto sono saliti sul tetto dell'edificio per alzare il livello di una protesta che va avanti ormai da mesi. "Siamo qui perchè stufi di essere presi in giro", dicono mentre cercano di organizzarsi come possono per resistere nella loro azione. "Venerdì abbiamo avuto la nostra sorpresa di Pasqua. La determina 34/28, che fa riferimento alla delibera di giunta 150 del 10 marzo e che doveva sbloccare i fondi, è rimasta arenata in ragioneria". Ai lavoratori della struttura che si occupa di ricerca mancano 16 mensilità. "Di queste abbiamo ricevuto solo circa 600 euro per una parte della cassa integrazione. Forse a breve arriverà un'altra tranche, ma parliamo di nulla rispetto a 16 mesi senza essere pagati".

I fondi che sembrano non arrivare, "non avrebbero risolto i nostri problemi ma sarebbe stata una boccata d'ossigeno - spiegano i lavoratori -. Se non altro questo ennesimo colpo di scena ci ha fatto capire quali sono le intenzioni nei nostri confronti". La situazione è diventata sempre più opprimente con il passare dei mesi. "Il centro lo stiamo finanziando noi con i nostri risparmi. Tutti i rappresentanti istituzionali conoscono bene i nostri problemi. Visto che siamo in campagna elettorale potrebbero prendere delle decisioni serie". 

Sulla questione dei fondi non sbloccati era intervenuto anche l'assessore regionale Mauro Febbo, con una nota dello scorso 26 febbraio (clicca qui). A metà marzo il senatore vastese Gianluca Castaldi aveva portato la triste vicenda del Cotir all'attenzione del Senato. Il consiglio comunale di Vasto, con una seduta dedicata, e il consigliere provinciale Etelwardo Sigismondi erano intervenuti sulla vicenda. 

Dall'inizio della protesta al momento nessuno si è fatto sentire con i lavoratori, nè dalla regione nè dal Cda. Presente al Cotir il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Paola Cianci, che già nelle scorse settimane si era fatta portavoce, insieme al suo partito, delle istanze dei lavoratori. Questa mattina il vicequestore Cesare Ciammaichella è arrivato presso la sede del Cotir per ascoltare i lavoratori e capire le loro intenzioni. La volontà dei dipendenti è quella di andare avanti ad oltranza, "fino a quando non verrà qui qualcuno con delle soluzioni. Ma non devono essere false promesse come quelle ricevute fino ad oggi".

I commenti. Domenico Molino, consigliere comunale di Vasto, ha così commentato: "La situazione è gravissima ed è una vera presa in giro per i dipendenti del Cotir. Dopo le bugie dette da Febbo questo è il risultato un centrodestra incapace di governare e incapace di dare risposte vere a chi a lavorato e ha il diritto di essere pagato. I consiglieri regionali rinunciassero oggi , alla vigilia dell'ultimo consiglio, ai loro appannaggi per pagare quanto dovuto a chi ha prestato lavoro e ad oggi non ha avuto il diritto fondamentale di mon essere retribuito. Essere solidale da parte mia con i lavoratori è ben poco perche dalla mia posizione non posso risolvere il problema". 

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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