Accusa di omicidio colposo, assolto il notaio Litterio - La sentenza
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


18 gennaio 2021
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita
Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

bar_chartInfografiche Covid-19 Guarda tutte le infografichearrow_right_alt

Vasto   Cronaca 03/04/2014

Accusa di omicidio colposo,
assolto il notaio Litterio

La sentenza

Fu un attacco ischemico transitorio a provocare un malore del conducente e, di conseguenza, il drammatico incidente stradale.

Per questo, il fatto non costituisce reato e il notaio vastese Camillo Litterio non è colpevole. Con queste motivazioni, la Corte d'appello dell'Aquila ha assolto oggi il professionista originario di Castiglione Messer Marino, ma da una vita residente a Vasto, dall'accusa di omicidio colposo per aver causato l'incidente in cui, il primo maggio 2004, morì un automobilista di 63 anni, S.C., e le quattro persone che viaggiavano con lui rimasero ferite.

I fatti - Il tragico episodio accadde lungo la statale 16, in contrada San Tommaso, nella zona meridionale di Vasto Marina. Litterio era al volante della sua Alfa quando, all'improvviso, perse il controllo dell'auto, che invase la corsia opposta e si schiantò contro la vettura che stava sopraggiungendo. A seguito del tremendo impatto, il 63enne che guidava quella macchina perse la vita, mentre i passeggeri, feriti, furono ricoverati all'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto.

La sentenza di secondo grado - In primo grado, Litterio era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. Oggi, i giudici del capoluogo hanno ribaltato quella sentenza: "La Corte d'appello dell'Aquila - spiega l'avvocato difensore, Giovanni Cerella - ha accertato che l'incidente fu causato da un accadimento ischemico transitorio, in ragione del quale il mio assistito, al momento dell'incidente, era incapace d'intendere e di volere, ai sensi dell'articolo 88 del codice penale. Al momento del malore, il notaio si piegò verso sinistra, provocando lo sbandamento della sua vettura. Avevo rinunciato alla prescrizione e chiesto l'assoluzione per il mio cliente. I magistrati hanno statuito che il fatto non costituisce reato. Al momento della sentenza, Camillo Litterio è scoppiato in lacrime".

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

Per l'informazione libera. Sostieni Zonalocale

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, continuiamo a lavorare con passione e coscienza. Lo facciamo garantendo gratuitamente notizie di pubblica utilità a un numero sempre crescente di utenti.

Un lavoro che richiede tempo nel reperire le informazioni, impegno nel raccontare con equilibrio i fatti e attenzione nel verificare le notizie distinguendole dalle fake news che circolano incontrollate.

Un impegno che ha un costo notevole anche in una fase in cui l'economia è in sofferenza. Se pensi che i contenuti che offriamo a tutti siano un utile servizio, puoi diventare nostro sostenitore.


Scegli il contributo e prosegui sulla piattaforma sicura PayPal:

Commenti




 

     
     
     

    Chiudi
    Chiudi