"Il Ris ha già dimostrato il nesso tra i coltelli e l’imputato" - Il delitto di via Anghella - la parte lesa e la difesa
 
Vasto   Cronaca 26/02/2014

"Il Ris ha già dimostrato il nesso
tra i coltelli e l’imputato"

Il delitto di via Anghella - la parte lesa e la difesa

Vasto. I luoghi del duplice omicidio"Siamo sereni. Già il Ris ha dato prova del collegamento tra i due coltelli sequestrati, le vittime e Marco Del Vecchio". Lo afferma Gianni Menna, avvocato di Nicoletta e Osvaldo Del Vecchio, parte lesa nella drammatica vicenda dell'omicidio dei loro genitori, Emidio Del Vecchio e Adele Tumini.

Imputato dell'omicidio è Marco Del Vecchio, il figlio 39enne della coppia assassinata con cui condivideva la casa di via Anghella nella quale si è consumato il delitto e sono stati ritrovati i corpi senza vita.

Ieri il giudice Anna Rosa Capuozzo, su richiesta della pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Enrica Medori, ha disposto un supplemento probatorio: nuovo sopralluogo nella casa per esami genetici sulle tracce di sangue, acquisizione di foto, tabulati telefonici e interrogatorio di sei testimoni. 

I tempi, inevitabilmente, si allungano. Slitta la sentenza, attesa per ieri in quella che sembrava l'ultima udienza del giudizio abbreviato. Il 4 marzo il perito, Marco Santacroce, maresciallo della sezione biologica del Ris di Roma, presterà giuramento presso il Tribunale di Vasto. L'11 marzo è la data del sopralluogo sulla scena del crimine.

"La fase degli approfondimenti - commenta l'avvocato difensore, Raffaele Giacomucci - è, in genere, dannosa per la difesa, ma il giudice è libero di disporla, anche se mi sono formalmente opposto". Giacomucci ha anche chiesto e ottenuto che venissero verificati ulteriori elementi insieme a quelli indicati dal pubblico ministero. Si comincia l'11 marzo. 

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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