Le Štorie di Fernando D’Annunzio, un patrimonio culturale vastese - Ieri presentato il libro che raccoglie 20 anni di Štorie
 
Vasto   Cultura 23/02/2014

Le Štorie di Fernando D’Annunzio,
un patrimonio culturale vastese

Ieri presentato il libro che raccoglie 20 anni di Štorie

Fernando D'AnnunzioVenti anni di Štorie. Il modo in cui, attraverso il canto della tradizione carnascialesca vastese, rileggere gli eventi di ogni anno attraverso le strofe ironiche scritte in dialetto dal poeta Fernando D’Annunzio. I venti anni della sua attività come autore delle Štorie che poi vengono eseguite con passione dal coro del Circolo socio culturale Sant’Antonio abate, sono stati l’occasione per stampare un volume edito, da Il Torcoliere, che raccoglie tutti i testi, oltre a ripercorrere la tradizione di questo canto e presentare immagini che raccontano le feste di piazza per il Carnevale, andate avanti fino al 2008. Nella sala conferenze degli ex palazzi scolastici, alla presenza di un attento pubblico, è stato il giornalista Nicola D’Adamo a guidare la presentazione del libro. In apertura i saluti del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forte che sorridendo ha ricordato come “noi della politica diamo pane per i denti all’autore delle storie, perchè ne facciamo tante. Questa giornata che oggi viviamo mette in risalto la vastesità, la nostra città è ricca di tradizioni da tramandare da padre in figlio”. Ha preso poi la parola il presidente dell’Assostampa, Giuseppe Catania. “Il dialetto è l’anima del popolo - ha commentato Catania- ed è un tesoro da tutelare e difendere”.

La presentazioneGiuseppe Tagliente, che con D’Annunzio e Paolo Calvano condivide anche l’esperienza del Lunario, ha scritto la prefazione del libro. “Fernando D’Annunzio è un fine poeta e la sua ricerca, la sua cura, lo pongono sulla scia dei vari Perrozzi, Anelli, Murolo. In lui è vivo il desiderio di rispolverare la vera lingua, perchè oggi in pochissimi sanno scrivere in vastese. E il nostro idioma non è capace di ironia, non evoca uno humour all’inglese, quanto piuttosto va verso il sarcasmo, è un dialetto duro. Il mio invito, oltre che a leggere questa raccolta, è a conoscere la produzione poetica di Fernando”. Presente anche il consigliere regionale Antonio Prospero, che ha voluto rimarcare l’importanza della conservazione delle tradizioni culturali della città. Lino Spadaccini, appassionato ricercatore storico, ha ripercorso la storia del Carnevale negli ultimi due secoli. “Un tempo i festeggiamenti si aprivano nel giorno di Sant’Antonio abate, con balli, canti e scherzi”. Tra le tradizioni andate ormai perse c’erano la Cavalleria, una mascherata in ricordo delle invasioni turche, il Carnevale morto, un fantoccio o una persona vera che veniva portato in giro per la città in una bara, seguito dal finto corteo funebre. Una tradizione andata avanti fino al 1995 è stata quella del ballo muto, con un passaggio di consegne tra mastro Gino Pracilio ed Ezio Pepe, fino al 1994. L’ultima edizione, con i giovani dell’Oratorio salesiano, fu nel 1995, guidata da Ida Pepe.

Uno storico Carnevale in piazzaMolto importante è la tradizione delle sfilate dei carri, con don Felice Piccirilli che nel 1957 avviò questa iniziativa che richiamava centinaia di persone in piazza. Una tradizione che l’amministrazione comunale ha deciso di non proseguire dal 2008, annullando di fatto, i festeggiamenti per il Carnevale in piazza. Un bel video con una raccolta di foto d’epoca, curato da Beniamino Fiore, ha introdotto il tema delle Štorie. Non c’è certezza sull’inizio della produzione, ma si conoscono i nomi di Antonio Rossetti, Michele Genova, Antonio Parisi, tra l’800 e il 900, Angelo De Felice, Antonio Muratore e Sebastiano Ricchezza, come autori di testi ironici. C’è traccia di una storia del 1896 firmata da Ferdinando Calvano, ma il nome che più è associato alla Štorie di Carnevale è quello di Nicola Giangrande. Fine cantastorie, “nonostante avesse frequentato solo la prima elementare”, ‘zì Nicola scrisse Štorie sopraffine che venivano cantate in piazza attirando l’attenzione. Negli anni ’80 era il gruppo SAVAS (società autonoma vagabondi a spasso) a portare il canto. Il 1986 fu l’ultimo anno in cui Giangrande scrisse il testo, perchè poi morì. L’anno successivo Ezio Pepe, che coordinava il gruppo dei cantori, ne seguì le orme, prima che la tradizione si interrompesse. E così, nel 1994 è stato Fernando D’Annunzio a raccogliere l’eredità e iniziare la sua ricca produzione. 

Ma di cosa parlano queste Štorie? Si tratta di un riassunto di ciò che è avvenuto nell’anno appena trascorso, diventando uno spaccato della società. Dai fatti internazionali a quelli locali, non mancano riferimenti al mondo della politica (sempre molto divertenti i versi che parlano della politica locale) e qualche buon proposito per l’anno a venire. Nel fare un excursus tra i 20 anni di canti, Fernando D’Annunzio ha evidenziato i temi che maggiormente ricorrono. Dagli immigrati al nuovo ospedale di Vasto, dalle tasse comunali allo sviluppo edilizio incontrollato, tutto è buono per essere cantato nella Štorie. Facendo un passaggio sul tema "edilizia" D'Annunzio ha raccontato: 

"Abbiamo cantato nel 2005 sul boom dello sviluppo edilizio:
Mo socce socce, pe’ Vašt’ e dindùrne

ci spunde nu palazze ogne jurne.
Cresce a mmijjàre appartamìnde e case
ma nin zi sa chi cci’à da ì’ di case.
Nin zi lasse nu candòne
pe’ ‘na piazza cittadìne.
Nin zi fa ‘na via diritte,
né parchigge, né ciardìne.

Abbiamo ricantato nel 2007:
Si véde li palazze, spund’ a mmucchie,
Lu Uašte si sviluppe a vvišta d’ucchie.
Doppe ch’hanne finùte a ‘zza’ li mure,
n’ zi sa ‘ ndo’ passe’ vije e ffugnature.
‘Mmezz’ a li quartìre nùve
l’indirizze nin’esište,

e ssi ccirche cacchidùne,
adà jì’ a “chi l’à vište”.  

E ancora nel 2013 con i sospetti di infiltrazioni malavitose:
Spundàve qua e lla li palazzune...
Li ‘nvištimìnde a sone di migliùne...
Li ‘mprése furaštìre arrive a mmorre...
Sind’ e nin sinde, ci šta la camorre!
Si sapéve e n’ zi dicéve,
si dicéve e n’zi sapéve.
Chille che ne’ l’à ‘mpedìte
chiude l’ucchie o dorm’ a ppite". 

Il coro di Sant'Antonio AbateA chiudere la serata il canto, in anteprima, della  Štorie 2014, con un emozionato Carmine D’Ermilio, anima del gruppo, che ha voluto ringraziare Fernando D’Annunzio con un simpatico messaggio rivolto alla moglie Olivia. “Non ti arrabbiare se spesso non è casa per le sue attività perchè hai sposato un grande artista!”. Il canto verrà eseguito domenica prossima 2, marzo, in tutta la città. Noi vi proponiamo la registrazione di ieri sera. 

Guarda il video Guarda le foto

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

Commenti




 

 
 
 
 

Chiudi
Chiudi