Vasto   Cronaca 08/02/2014

Operazione "Adriatico",
gli arrestati non rispondono

Primi interrogatori per gli indagati dell’operazione anti camorra

Vasto, 6 febbraio. Uno degli arresti dell'operazione AdriaticoSi sono avvalse tutte della facoltà di non rispondere le persone interrogate oggi nell'ambito dell'operazione Adriatico, l'inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche nel Vastese. Ottantaquattro le persone accusate, a vario titolo, di traffico di stupefacenti ed estorsione. Su 15 di loro pende anche la pesantissima accusa, mai ipotizzata fino ad ora in Abruzzo, prevista dall'articolo 416 bis del codice penale: associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini, avviate dai carabinieri di Vasto nell'aprile 2012, partono dalle rivelazioni del pentito di camorra Lorenzo Cozzolino, 43 anni, trasferitosi a Gissi quasi vent'anni fa.

Stamani il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, ha interrogato gli indagati detenuti nel carcere di Torre Sinello. Difesi dagli avvocati Giovanni e Antonino Cerella, Alessandro Orlando, Raffaele Giacomucci, Fiorenzo Cieri e Agostino Chieffo, non hanno risposto alle domande del magistrato Rodolphe Pinto, Fabio Martusciello, Enzo Claudio Cerella, Rodrigo Mariano Lalla ed Enrico Tumini. Si è avvalsa della facoltà di non rispondere anche Angelica Koidil, che si trova nel penitenziario femminile di Chieti. I difensori hanno addotto motivazioni analoghe, chiedendo tempo per studiare l'ordinanza di custodia cautelare: 500 pagine in cui il gip dell'Aquila, Francesco Romano Gargarella, ricostruisce quello che gli inquirenti ritengono essere un clan della criminalità organizzata.

Lunedì nuovo giro di interrogatori.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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