CHIUDI [X]
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


3 agosto 2021
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita
Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

bar_chartInfografiche Covid-19 Guarda tutte le infografichearrow_right_alt

San Salvo   Cronaca 01/02/2014

Morte di Michele Mastrippolito,
indagati i dirigenti Pilkington

Inchiesta della procura di vasto, 5 avvisi di garanzia

La Pilkington di San Salvo

La magistratura vuole vederci chiaro. Cinque avvisi di garanzia e conclusione indagini sono stati notificati a quattro dirigenti e al legale rappresentante della Pilkington nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Vasto per la morte di Michele Mastrippolito, il 42enne vastese manutentore della Trigno Energy morto il 13 luglio 2012 a causa di un tragico incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento di San Salvo.

Quel giorno all'interno dei capannoni dell'azienda scoppiò una cabina elettrica, dalla quale si sprigionò una fiammata che travolse Mastrippolito e ustionò un altro operaio, Lucio Barisano.

Indagati, oltre alla multinazionale giapponese, nella persona del legale rappresentante della Pilkington Italia, il direttore di stabilimento di San Salvo, Joachim Stephen Rosebrock, 51 anni, Douglas Graham Gate, 61 anni, amministratore delegato della Trigno Energy srl,  Cetteo Borrone, 49 anni, responsabile del servizio di prevenzione Pilkington e Severino Baldovin, 41 anni, direttore di manutenzione della Technical Services.

Concorso in omicidio colposo e lesioni personali colpose: queste le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, secondo cui si riscontrerebbero, in questa tragica vicenda, negligenza e violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ma nell'inchiesta emergerebbero anche delle responsabilità riguardo all'utilizzo dell'impianto scoppiato: Rosebrock e Baldovin sono accusati di aver consentito e tollerato l’utilizzo del trasformatore Trb in stato di degrado e per aver consentito che lo stesso fosse rimesso in servizio in assenza dell’estrattore d’aria. Una macchina elettrica piuttosto datata, il trasformatore, risalente al 1981. Borrone e Gate, invece, non avrebbero adottato la procedura corretta in materia di prevenzione e protezione degli infortuni sul lavoro.

Mentre erano al lavoro, i due manutentori furono investiti dallo scoppio e dalla fiammata. Ad avere la peggio fu Mastrippolito che, con ustioni sul 75% del corpo, fu trasportato in eliambulanza all'ospedale Cardarelli di Napoli, dove i medici tentarono di salvargli la vita, ma non ci fu nulla da fare. Barisano rimase gravemente ferito, con una prognosi di tre mesi. Da quei drammatici avvenimenti scaturì l'inchiesta della magistratura.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

Per l'informazione libera. Sostieni Zonalocale

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, continuiamo a lavorare con passione e coscienza. Lo facciamo garantendo gratuitamente notizie di pubblica utilità a un numero sempre crescente di utenti.

Un lavoro che richiede tempo nel reperire le informazioni, impegno nel raccontare con equilibrio i fatti e attenzione nel verificare le notizie distinguendole dalle fake news che circolano incontrollate.

Un impegno che ha un costo notevole anche in una fase in cui l'economia è in sofferenza. Se pensi che i contenuti che offriamo a tutti siano un utile servizio, puoi diventare nostro sostenitore.


Scegli il contributo e prosegui sulla piattaforma sicura PayPal:

Commenti




 

 
 
 
 
 
 
 

Chiudi
Chiudi