Vigili, l’ex comandante chiede al pm di essere interrogato - Multopoli a San Salvo
CHIUDI [X]
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


17 gennaio 2021
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita
Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

bar_chartInfografiche Covid-19 Guarda tutte le infografichearrow_right_alt

Vasto   Cronaca 16/07/2013

Vigili, l’ex comandante chiede
al pm di essere interrogato

Multopoli a San Salvo

San Salvo. Il blitz della finanza al Comando vigiliVuole raccontare al magistrato la sua verità l'ex comandante della polizia municipale di San Salvo, coinvolto insieme ad altri 5 vigili urbani nell'inchiesta sulla Multopoli che si è abbattuta come una bufera sul Comando di piazza San Vitale.

Nei confronti degli indagati, il sostituto procuratore di Vasto, Enrica Medori, ipotizza i reati di falsità ideologica in atto pubblico, abuso in atti d'ufficio e peculato, "ma sul maggiore Benedetto Del Sindaco non pende quest'ultima accusa", sottolinea l'avvocato Giovanni Cerella, che insieme a suo figlio Antonino difende l'ex dirigente della polizia municipale.

Peculato: significa che gli altri cinque indagati (C.F., A.M., D.F., S.R. e N.P.) sono accusati di aver annullato multe comminate a privati cittadini e di essersi appropriati dei soldi pagati dagli automobilisti per le contravvenzioni. "L'ex comandante chiede al magistrato di essere sentito per chiarire la sua posizione", dice Cerella. Lui e gli altri avvocati difensori - Fiorenzo Cieri, Clementina De Virgiliis e Mario Cirese - stanno ricevendo gli avvisi di deposito degli atti, di cui potranno avere copia entro cinque giorni.

"Sono stati sequestrati - racconta Cieri - computer, macchine fotografiche e cellulari ideonei alle riprese video appartenenti agli indagati e ai loro familiari. Ma siamo tranquilli".

Intanto, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Chieti, agli ordini del maggiore Alberto De Ventura, stanno scandagliando, con l'ausilio di un consulente informatico, le memorie di tutte le apparecchiature sequestrate. E' lì che sono convinti di trovare la verità sull'inchiesta partita da un esposto risalente a circa tre anni fa.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

Per l'informazione libera. Sostieni Zonalocale

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, continuiamo a lavorare con passione e coscienza. Lo facciamo garantendo gratuitamente notizie di pubblica utilità a un numero sempre crescente di utenti.

Un lavoro che richiede tempo nel reperire le informazioni, impegno nel raccontare con equilibrio i fatti e attenzione nel verificare le notizie distinguendole dalle fake news che circolano incontrollate.

Un impegno che ha un costo notevole anche in una fase in cui l'economia è in sofferenza. Se pensi che i contenuti che offriamo a tutti siano un utile servizio, puoi diventare nostro sostenitore.


Scegli il contributo e prosegui sulla piattaforma sicura PayPal:

Commenti




 

 
 
 

Chiudi
Chiudi