Maria Amato in visita al carcere: "La dignità sia al primo posto" - Entro sei mesi partiranno le lavorazioni per gli internati
 
Vasto   Attualità 14/06/2013

Maria Amato in visita al carcere:
"La dignità sia al primo posto"

Entro sei mesi partiranno le lavorazioni per gli internati

Amato e Di RienzoLa visita di un parlamentare in carcere è segno dell’interesse di tutti”. Così Maria Amato, deputato del PD, ha commentato la sua presenza di questa mattina nel carcere di Vasto, struttura che sta vivendo la trasformazione da Casa Circondariale a Casa Lavoro. Un passaggio complesso, poiché da Torre Sinello andranno via i detenuti e nella struttura verranno ospitati gli internati. A sollecitare la visita della parlamentare vastese, che fa parte della commissione Affari sociali e sanità, sono stati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Nel corso della sua visita, accompagnata dal direttore Massimo Di Rienzo,dai rappresentanti della Polizia Penitenziaria e degli operatori e dal capogruppo del Pd in consiglio comunale Francesco Menna, Maria Amato ha visitato la struttura, evidenziandone le criticità e incontrato detenuti e internati.

“E’ stato il momento di incontrarsi, anche se in maniera molto veloce, con una forte carica emozionale – ha commentato al termine della visita -. Tutti parlano del lavoro e in effetti è quello il cuore della nuova veste organizzativa che il carcere di Vasto va ad assumere. In uno Stato civile le trasformazioni andrebbero fatte non sulla pelle delle persone. Le situazioni di disagio, segnalate dalle organizzazioni e note alla direzione stanno già trovando soluzione. L’attenzione alla dignità dei detenuti viene dagli operatori che, segnalando il problema, pensano alla dignità degli altri. Occorre dare le funzioni giuste a quella che è una Casa Lavoro – ha spiegato Maria Amato- costruendo attorno al carcere una rete sociale solida. Vasto già da tempo è attiva in questo senso. La trasformazione in Casa Lavoro, se utilizzata bene, in chiave culturale può essere una molla e una buona base di condivisione su quello che è il problema lavoro in tutti i suoi aspetti”.

Il direttore della struttura vastese, Massimo Di Rienzo, ha illustrato cosa accadrà da qui a qualche mese. “Il passaggio a Casa Lavoro è in via di completamento. Restano circa 70 detenuti da trasferire e credo che in un paio di settimane verrà fatto. In quel momento molti dei disagi vissuti in questo periodo andranno a diminuire. Nel momento in cui l’amministrazione penitenziaria ha comunicato questa decisione sul carcere di Vasto sapevamo che delle difficoltà ci sarebbero state. Stiamo vivendo una fase di trasformazione, in questi giorni abbiamo ricevuto notizia dell’investimento di diverse centinaia di migliaia di euro in questo progetto di trasformazione, per il cambio di destinazione e l’adeguamento di alcuni locali, dove dovranno essere ospitate le attività lavorative. Ci sono e avremo una serie di convenzioni con pubblico e privato per le attività degli internati. Si tratta sempre di tirocini formativi, il compenso che spetta a un internato è la quinta parte rispetto a uno stipendio”. L’aspetto delle attività lavorative è centrale nel nuovo assetto che il carcere di Vasto sta assumendo. “Mi rifaccio all’appello del ministro Cancellieri –ha detto Di Rienzo -. Con il miglioramento delle condizioni degli ospiti della struttura, soprattutto attraverso il lavoro, inevitabilmente migliorano anche le condizioni di chi nella struttura ci opera”. Dal direttore anche una rassicurazione sulle persone che arriveranno a Vasto. “Dal punto di vista della pericolosità credo che siano meno problematici, forse presentano un maggiore grado di marginalità”.

Presenti all’incontro anche i rappresentanti dei sindacati di Polizia Penitenziaria. E’ Mario Tuzi a ringraziare Maria Amato per la sua visita. “La presenza dell’onorevole qui è segno d’attenzione. Segnali positivi da parte dell’amministrazione ce ne sono stati, come ha spiegato il direttore. Staremo a guardare, certo non per molto. Sono necessarie le attività lavorative, perché sono la soluzione che non si può rimandare”. Ci vorranno circa 5-6 mesi perché tutte le attività previste all’interno della struttura possano partire. “L’interesse è che i tempi si riducano – ha spiegato Tuzi-. L’ha detto anche l’onorevole, creare condizioni ottimale per ospitare le persone all’interno della struttura vuol dire migliorare anche la nostra condizione”.

Quando la trasformazione in Casa Lavoro sarà completata saranno 170 gli internati presenti nella struttura di Torre Sinello, con la possibilità di arrivare a 200. Ad oggi sono già una ventina le persone che sono impegnate con i tirocini formativi e svolgono attività con Comuni e cooperative. L’ultimo accordo in ordine di tempo è con il Comune di Petacciato, che impiegherà 2 persone per la pulizia della spiaggia.

“Mi piacerebbe tornare qui quando tutte le attività saranno avviate –ha concluso Maria Amato -, per dare il segnale che le situazioni vengono segnalate, affrontare e poi risolte, per il bene delle persone che, in maniera obbligata o per lavoro, vivono in questa realtà”.

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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