La sede della Cia di San Salvo intitolata a Gaetano Mancini - Alla cerimonia presenti la moglie e le figlie
 

Viaggia nel tempo, scopri

com’era Zonalocale il


3 aprile 2020
Clicca per leggere direttamente questa edizione al prossimo accesso
Rimuovi questa edizione come predefinita

bar_chartInfografiche Covid Abruzzo keyboard_arrow_up keyboard_arrow_down

Segui Zonalocale suSegui Zonalocale

San Salvo   Attualità 27/05/2013

La sede della Cia di San Salvo
intitolata a Gaetano Mancini

Alla cerimonia presenti la moglie e le figlie

Autorità e parenti all'intitolazione della sede“La storia delle epiche lotte contadine si intrecciano con quella di San Salvo e diventano patrimonio culturale da difendere e tramandare per ricordare quanti hanno lavorato con sacrificio la dura terra. Per questo sono qui fare memoria degli uomini e delle donne che hanno contribuito a costruire la storia di San Salvo, Gaetano Mancini è stato uno di questi”.

Lo ha affermato sabato mattina il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, partecipando alla manifestazione di intitolazione della sede in via Venezia della Confederazione italiana agricoltori (Cia) alla memoria di Gaetano Mancini, scomparso il 30 agosto 2002. “Quello di oggi – ha aggiunto il sindaco - è un momento importante per un’organizzazione che funziona nel territorio. Un momento che si apre alla città la cui storia è stata segnata da rinunce e battaglie portate avanti dai contadini. Abbiamo il dovere di far conoscere Mancini, un grande piccolo uomo dall’alto valore morale e sociale che ha lottato per la difesa e i diritti degli agricoltori e per l’affermazione della cultura contadina”. 

Mariano Nozzi, direttore regionale della Cia, nel dare il benvenuto ha ribadito l’impegno della Confederazione come presidio per il mondo agricolo con le sedi presenti in quasi tutti i comuni per il rispetto dei diritti degli agricoltori e per fornire consulenza nell’attività quotidiana. Molto intenso l’intervento di Giuseppe Torricella, vice presidente provinciale Cia, che ha ricordato il suo rapporto con Mancini - erano presenti la moglie Giuseppina e le figlie Michelina e Nadia – che è stato il costruttore dell’organizzazione agricola così come è oggi strutturata, sin dalle prime battaglie in un territorio che ha saputo far convivere agricoltura e industria, acquisendo in entrambi i settori specificità uniche.

“E’ stato un grande dirigente – ha commentato Torricella – che non dimenticheremo mai per aver speso fino agli ultimi giorni della sua vita per sostenere le iniziative della Cia. Un grande dirigente e un grande cooperatore”. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Commenti




 

 
 
 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi