Del Vecchio, la difesa chiede la seminfermità - L’omicidio di via Anghella
 
Vasto   Cronaca 30/04/2013

Del Vecchio, la difesa
chiede la seminfermità

L’omicidio di via Anghella

Raffaele Giacomucci"Abbiamo prodotto in aula la nostra controperizia, elaborata dal professor Francesco Bruno, nostro consulente di parte. Chiediamo che al mio assistito venga riconosciuta la seminfermità mentale". La difesa non si arrende. Raffaele Giacomucci, avvocato di Marco Del Vecchio, prosegue sulla linea difensiva intrapresa.

Ieri in Tribunale si è chiuso l'incidente probatorio sul duplice assassinio di via Anghella, avvenuto a Vasto il 17 novembre scorso, quando marito e moglie, Emidio Del Vecchio e Adele Tumini, di 78 e 75 anni, sono stati barbaramente uccisi con 111 coltellate nella casa in cui vivevano insieme a Marco, il figlio 37enne accusato dell'omicidio. Ferruccio Canfora, l'esperto scelto dal gip, Caterina Salusti, ha confermato in aula le conclusioni cui era giunto nella sua perizia: l'indiziato è capace d'intendere e di volere.

Una tesi contestata dalla difesa. Giacomucci stamani è andato in carcere a parlare col suo cliente. "E' calmo, tranquillo. Ieri non ha parlato perché non c'era niente da dire. Abbiamo ascoltato le dichiarazioni del dottor Canfora, gli abbiamo fatto delle domande e presentato la nostra controperizia redatta dal professor Bruno. Chiediamo che a Marco Del Vecchio venga riconosciuta la seminfermità mentale. Il memoriale? Non esiste nessun memoriale difensivo presentato dal mio assistito. Ora attendo l'esito della seconda tranche delle analisi del Ris di Roma per valutare il da farsi.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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